Youngmail è una rubrica interattiva tra giovani ed operatori esperti

È un servizio di consulenza gratuito on-line offerto
dai Consultori Familiari dell'ULSS di Vicenza

Come puoi vedere ci sono tanti argomenti di cui puoi parlare: sessualità, contraccezione, rapporti di coppia, con amici, con gli adulti intorno a te, problemi, dubbi o riflessioni personali,...
Scrivendoci potrai chiarire dubbi, ricevere informazioni utili, avere uno spazio di confronto e riflessione ed eventualmente dei consigli.

Scrivendoci potrai chiarire dubbi, ricevere informazioni utili, avere uno spazio di confronto e riflessione ed eventualmente dei consigli.

Fimosi: che fare?

10/01/2011: di gigi20, 19 anni

Domanda

Ciao youngmail...
ho un problema abbastanza serio.
Da un po di tempo mi sono accorto di avere una fimosi, a mio avviso di tipo congenita.
Questo mi procura notevoli disagi e mi sono informato parecchio a riguardo.
Per risolvere il problema in teoria basta un semplice intervento.
Potresti indicarmi i passi da seguire per risolvere questo mio problema??(dove recarmi, a chi rivolgermi e i metodi di intervento)....grazie in anticipo per la risposta

Risposta

Caro Gigi, l'iter è molto semplice. Dopo aver condiviso il problema con i tuoi genitori (se già non lo hai fatto), insieme a loro ne parli col tuo Medico di famiglia, che dovrebbe essere la persona che raccoglie tutti i tuoi problemi di salute.
Lui ti prescriverà una visita specialistica (urologia).
Con lo specialista vi accorderete sul da farsi.
Generalmente questi sono interventi in day-hospital, con una convalescenza breve.
In bocca al lupo! Ciao!

Youngmail

Il primo pap test

18/08/2009: di best, 18 anni

Domanda

Ciao youngmail!...ho deciso di andare dal ginecologo per la prima volta..! Vorrei fare il pap-test! Quali sono le modalità per prendere appuntamento? Devo recarmi prima dal mio medico e poi chiamare l'ulss? Potreste consigliarmi dei centri (tipo centro donne) in cui si paga solo il ticket? Grazie!

Risposta

Carissima Best, il pap test viene generalmente fatto dopo l'inizio della vita sessuale. Se è così e non hai ancora fatto visite ginecologiche, potresti approfittarne per fare un controllo più generale. Per quanto riguarda il come e il dove: è necessario fare l'impegnativa dal tuo medico di medicina generale. Con quella puoi prenotare tramite il CUP, che ti assegnerà il primo appuntamento libero negli ambulatori in cui pagherai solo il ticket. Se vuoi iniziare ad essere seguita dal ginecologo più in generale (cioè anche per le visite, la contraccezione,...)puoi telefonare direttamente al consultorio familiare della tua zona (troverai tutte le indicazioni nel link 'indirizzi utili' del sito) e chiedere l'appuntamento. Ti domanderanno alcune informazioni circa il tuo ciclo mestruale, necessarie a capire quando fissarti la visita. Il pap test, infatti, va fatto in uno specifico momento del ciclo (non può, ad esempio, essere fatto durante la mestruazione). Ciao!

Youngmail

Se il test di gravidanza fosse positivo?

19/07/2007: di Rich, 17 anni

Domanda

Cara youngmail, sono sempre io. Alla domanda precedente volevo aggiungere: se nn le venissero le mestruazioni proveremmo il test di gravidanza, ma dopo? se fosse incinta? come funziona? (scusa l'ignoranza ma sono all'inizio)

Risposta

Caro Rich, se le mestruazioni non venissero e il test conseguente fosse positivo, telefonate al consultorio familiare della vostra zona. Vi diranno quando potete andare allo spazio giovani (che è uno spazio riservato ai soi ragazzi come voi). A quel punto troverete delle persone che rifletteranno insieme a voi sul da farsi e vi accompagneranno qualunque scelta voi alla fine facciate. Considera comunque che, se anche la tua ragazza è minorenne, sarà necessario coinvolgere i vostri genitori (anche in questo il consultorio potrà eventualmente darvi una mano)...ma direi: prima di fasciarci la testa possiamo aspettare a vedere se davvero ce la siamo rotta? Visto l'accaduto, non precipiterei le cose in anticipo! Ciao e in bocca al lupo!

Youngmail

Per chi cerca un bimbo

12/04/2007: di nico, 33 anni

Domanda

ho visto che molte donne scrivono per avere chiarimenti su fertilità/infertilità alla ricerca di un bimbo....spero di fare cosa gradita a tutti segnalando questo sito.
http://www.cercounbimbo.net

Risposta

Nico ha segnalato questo sito che trasmettiamo a titolo di informazione. Evidentemente noi di youngmail non abbiamo alcun collegamento con tale sito, nè alcuna responsabilità in merito al suo contenuto.

Youngmail

Voglia che non accetto

30/11/2006: di m., 18 anni

Domanda

Ciao youngmail, ho bisogno di un'opinione ed un eventuale consiglio su un piccolo problema fisico. Sono nata con una voglia, color marrone chiaro, sul sedere. In costume non si nota e comunque le sole persone che lo sanno sono i miei genitori,mio fratello ed una mia amica. La prima domanda è per sapere se è possibile togliere la voglia e se si come; non ne ho mai parlato con nessuno, nemmeno con un dottore quindi non so come comportarmi. Circa un anno fa il mio ragazzo, da cui sto da quasi tre anni, mi ha parlato di questo piccolo mio difettuccio...io non glielo avevo mai detto e ad esser sincera tutte le volte che eravamo in intimita mi vergognavo di farmi vedere il sedere o comunque avevo paura che se ne accorgesse. Se n'è accorto, forse un giorno che nn prestavo attenzione, e ha deciso di parlarne con me...Mi ha detto che a lui non interessa, che nn gli fa schifo e che mi vuole bene cosi come sono,sottolineando anche il fatto che le cose di cui vergognarsi sono ben altre...
Nonostante ciò io nn riesco ad esser disinvolta del tutto in quei momenti, perché, anche se nn da fastidio a lui, lo da a me...mi sento come un oggetto ammaccato...per me è motivo di vergogna anche con colui che ogni giorno mi ripete che gli piaccio cosi.
Lui è l'unica vera persona con cui ho affrontato quest'argomento; con i miei non ne ho mai parlato.
Ho bisogno solo di un'opinione diversa da quella del mio ragazzo e di sapere se può comunque essere pericolosa e dunque toglierla,ed eventualmente che tipo di esami o visite mediche effettuare.
GRAZIE della vostra attenzione e del vostro aiuto

Risposta

Carissima M., se mi permetti, ti darò due risposte: una di tipo 'tecnico' alle domande che fai, l'altra è una considerazione più ampia su quanto dici. Dunque, parlando di 'voglie' diciamo che possono essere marroni o viola. Le prime, a meno che non si tratti di un marrone intenso e scuro, sono più 'mimetizzabili' delle seconde. Generalmente se sono molto visibili ed estese ci si può rivolgere ad un dermatologo per una consulenza o ad un chirurgo plastico (magari lascia che sia il dermatologo a consigliarti). Spesso si usa il laser come forma di intervento. In ogni caso, se decidi di fare questo intervento, è opportuno informarsi su eventuali cicatrici che potrebbero restare.
Spero fin qui di averti chiarito i dubbi 'tecnici'. Detto questo, vorrei anche però darti un consiglio...non ha a che fare con la tua macchiolina, nè con altri dei tuoi difetti, ma proprio con te. E lo faccio con una storiella. C'era una volta un sovrano, appassionato di pietre preziose. Ce n'era una, in particolare, a cui era particolarmente affezionato: era la pietra che suo padre aveva regalato a sua madre in occasione della sua nascita. Era un quarzo preziosissimo, una pietra grande, liscia e luminosa, di un colore rosa bellissimo. Il sovrano ricordava di aver passato molto tempo da piccolo a fissarla. Purtroppo tale pietra aveva però un difetto:una crepa proprio nel mezzo, così che non era possibile rimirarla senza accorgersi di quel brutto crepo. Sua madre non sembrava averci fatto molto caso, ma ogni volta che il sovrano la osservava, invece, aveva una fitta al cuore: com'era possibile che una pietra tanto bella fosse deturpata da un difetto così evidente? Così, sebbene restasse la sua preferita, smise di mostrarla agli ospiti del suo regno, fino a che non avesse trovato una soluzione. Chiamò quindi a raccolta i più famosi maestri artigiani del mondo, promettendo loro una lauta ricompensa se fossero riusciti a far sparire quella crepa dalla pietra rendendola perfetta. Nessuno riusciva però a proporre un rimedio convincente. Un giorno l'artigiano di corte prese la pietra e la portò con sè. Pochi giorni dopo si festeggiava il compleanno del sovrano e quello stesso artigiano presentò al re un pacchetto. Il re lo aprì e dentro c'era la pietra...il difetto non era sparito, era diventato però il graziosissimo stelo di una rosa che l'artigiano aveva inciso nel mezzo. Il sovrano restò estasiato: il suo artigiano era riuscito a trasformare il difetto della pietra in un meraviglioso intarsio che la rendeva ancora più preziosa e certamente unica! Ovviamente tutti vollero vedere una tale bellezza e il re la espose in una posizione ben visibile a chiunque. E quella rosa diventò da quel giorno il simbolo del regno. Non so, cara m., se servono commenti a questa storia. Penso che tu abbia due scelte: togliere la macchia chirurgicamente, sperando che questo basti a farti sentire più a tuo agio con te stessa, o considerarti preziosa, con i tuoi pregi e con i piccoli difetti, che comunque contribuiscono a renderti unica. Ciao!

Youngmail

Acne

09/10/2006: di sara, 17 anni

Domanda

Salve youngmail! Ho preso una crema in farmacia una settimana fa per combattere l'acne (la crema si chiama SKINOREN). Non ho tanti brufoli. ma ho la pelle piuttosto grassa e spessisismo unta..intoltre ho alcuni punti neri sul naso e i pori un po dilatati ormai..e mi chiedevo se oltre all'azione positiva che ho notato sui brufoli questa crema potesse anche combattere i pori dilatati.. grazie per la risposta e spero che sia bastato indicare il nome del prodotto!

Risposta

Cara Sara, capisco che alla tua età quello dell'acne è un questo è un sito che si occupa di temi di sessualità e contraccezione. Per queste problematiche è meglio che ti rivolgi ad una buona estetista o ad un dermatologo. Auguri! Ciao.

Youngmail

Sesta malattia infantile

25/08/2006: di Claudia, 24 anni

Domanda

Buongiorno youngmail, una coppia di amici hanno una figlia di 8 mesi che ora è in ospedale in coma.
La bambina il 15 Agosto circa ha cominciato ad avere raffreddore, febbre a 38 rettale e tosse, dopo un breve periodo di regressione dei sintomi influenzali di 2 giorni è migliorata, il sabato del 19 Agosto era irrequieta, continuava a piangere perché non riusciva a dormire,ma non aveva febbre.
È stata ricoverata con prognosi di disidratazione; durante la prima notte di ricovero aveva la testa e lo sguardo fisso girato a sinistra verso l'alto ed ebbe una crisi epilettica generalizzata lieve.
Ora si trova all'ospedale di Palermo,le hanno fatto la TAC, la risonanza magnetica risultata "bruttina", l'elettroencefalogramma, prelievi di siero e feci, il tampone faringeo, l'esame del sangue e l'esame del LIQUOR ma non hanno trovato alterazioni di nessun tipo.
Dopo aver diagnosticato un'encefalopatia le hanno somministrato: antibiotico, antivirale, calmante per crisi convulsive e Zandac, non sapendo quale fosse il tipo di infezione,ma la bambina non reagiva.
I medici hanno detto che poteva essere un'encefalite acuta congenita.
La prima parte del secondo esame del Liquor è risultata positiva soltanto nella Sesta malattia infantile e tutt'ora attendiamo i successivi risultati.
L'informo che la bambina ha fatto le prime due vaccinazioni, l'ultima in data 26 Maggio.
Gentilmente,le chiedo ulteriori informazioni e consigli a riguardo.
Ho letto che la Sesta malattia infantile è caratterizzata da febbre alta, cefalea, dolori articolari, rinite, faringite e tosse, ma si possono verificare anche casi di infiammazione cerebrale come il nostro? C'è il rischio di danni permanenti? Quale clinica ci consiglia per la riabilitazione? Quali sono le cure?
La ringrazio anticipatamente,
Distinti saluti

Risposta

Cara Claudia, sono spiacente ma non possiamo dare risposta alla tua domanda. Il tipo di richiesta che poni, infatti, non è di nostra competenza. Il sito youngmail è una rubrica che offre chiarimenti e risposte ai ragazzi che abbiano dubbi o difficoltà legate a tematiche di tipo consultoriale (disagio giovanile o relazionale, sessualità e contraccezione), come servizio offerto dall'ULSS 6 di Vicenza. La tua richiesta riguarda un ambito pediatrico e i consigli che ci chiedi riguardano un territorio che non conosciamo. Facciamo ai tuoi amici e alla bimba i nostri più cari in bocca al lupo! Ciao!

Youngmail

Non riesco a ritrovare la serenità

01/01/2004:lettera non firmata, 17 anni

Domanda

Cara youngmail...ti scrivo perché è da un po' che sento il bisogno di parlare con qualcuno, ma sono discorsi che agli amici non riesco a fare tranquillamente...vorrei andare da una psicologa magari nel mio paese ma il mio paese é piccolo e non mi va che si dica in giro che vado dalla psicologa. Sto passando il periodo + brutto della mia vita, mia madre è morta 4 mesi fa per una grave malattia e da quando si ammalò ho una paura grandissima delle malattie, mi impressiono x ogni cosa, se ho mal di testa penso di avere qualcosa di grave, ecc. Inoltre soffro di dolori cervicali che, si ok, hanno moltissime persone e sono risolvibili con un ciclo di massaggi o ginnastiche correttive ma da più di un anno mi tormentano e non riesco a vivere a pieno le mie giornate: ho sempre giramenti, vertigini, perdita dell'equilibrio ma so che la maggior parte di queste sensazioni dipendono dal fatto che mi impressiono, perché mi sono messa in testa che ho problemi di equilibrio e ogni volta che ho un giramento devo subito cercare un posto x sedermi, non riesco a stare in piedi ferma ad esempio...all'inizio pensavo fosse labirintite ma un dottore l'ha escluso.
Ora, so che dipende da una cosa psichica che mi sono messa in testa io ma non so come fare per risolverla...poi soffro molto d'ansia a causa di queste mie paure per la salute e sono sempre in uno stato di ipertensione...
Ho chiamato ad un consultorio, ma mi hanno detto che devo andare al consultorio del mio paese, ma io non ci voglio andare... Spero di ricevere al più presto una vostra risposta... parlare con voi potrebbe essermi d'aiuto. Grazie mille.

Risposta

Carissima amica, tu chiedi un po' d'aiuto, pensi che per te possa essere utile parlare del grosso cambiamento che la tua vita ha avuto e che probabilmente non hai ancora elaborato. E anch'io credo tu ne abbia davvero bisogno. Come sai, questo è uno spazio virtuale, per cui la parola prende forma scritta...che non è la stessa cosa, ma almeno intanto è qualcosa. Vedi, penso che quando si perde una persona importante, è necessario un po' di tempo per riorganizzare la propria vita. E spesso tanto più la perdita è importante, tanto più è il tempo che è necessario darsi per affrontarla, accettarla e fare i conti con la realtà senza quella persona. Nel lutto c'è poi un altro aspetto con cui dobbiamo fare i conti: quello della morte e della malattia. È come toccare con mano che la vita è un filo che si può spezzare. Certo, tutti noi da una certa età in poi lo sappiamo che è così, ma un conto è saperlo con la testa e un altro conto è doverci fare i conti con le emozioni quando ci troviamo a confronto diretto con la realtà della morte. E non è facile. Può succedere che oltre al dolore per la persona cara che si è persa, subentri l'angoscia che qualcosa di brutto possa capitare anche a noi. E mi pare che sia quello che sta un po' succedendo a te, cara amica. Sebbene visite ed esami medici siano risultati negativi (e quindi razionalmente sai che non c'è nessuna malattia fisica in atto), vivi i segnali di disagio che il tuo corpo ti invia con ansia. E, d'altro canto, il tuo corpo invia dei segnali fisici che possono ben rappresentare quel che sta accadendo sul piano psicologico dentro di te: le vertigini, i giramenti di testa sono sintomi estremamente disorientanti, che ti danno l'idea di perdere il controllo, che costringono a concentrarsi su di sé, limitando le attenzioni e le energie che si possono dedicare all'esterno. E, se ci pensi, è un po' la stessa cosa che vivi sul piano psicologico: stai male per ciò che stai vivendo, hai la sensazione che le cose accadano senza che tu possa avere un margine di controllo (es. malattie) e non hai certamente molta voglia di fare, di prestare attenzioni e interessi all'esterno, perché molte delle tue energie sono investite a sentire il dolore e la paura che provi.
Ecco perché sono d'accordo con te sull'importanza di parlare di ciò che stai vivendo: per capirlo, per imparare a convivere con la sofferenza di questo periodo e per cercare un modo per riorganizzare la tua vita con questo grosso cambiamento.
Non credo ci sia nulla di cui vergognarsi nel chiedere aiuto in un periodo difficile. Anzi, spesso chi intraprende un percorso psicologico è una persona coraggiosa che decide di non arrendersi di fronte al suo disagio e di volerlo affrontare e risolvere con le proprie risorse e l'aiuto di un esperto.
Rispetto ai Consultori, solitamente funziona così: ciascun Consultorio offre i propri servizi alle persone che afferiscono alla sua zona di riferimento. Le informazioni relative a consulenze psicologiche sono riservate (per cui tutti i tuoi dati, compreso il fatto che stai facendo un percorso psicologico restano tra te e lo psicologo). Se ci sono grosse difficoltà nel rivolgersi al proprio Consultorio, si può provare a contattarne un altro, spiegando la difficoltà. A quel punto sta alla disponibilità del consultorio poter accettare persone fuori zona o no (a seconda del personale che vi opera, del carico di lavoro che hanno,...). Se proprio non ti è possibile rivolgerti al Consultorio del tuo paese potresti provare a sentirne un altro della città o di un altro paese limitrofo al tuo. Ti auguro di trovare l'aiuto che cerchi, un nuovo equilibrio e un po' di serenità. Ciao!

Youngmail

Ansia e paura di uscire sola

17/02/2003: di L, 16 anni

Domanda

Cara youngmail, sono una ragazza di 16 anni. Due mesi fa mi è capitata una cosa strana: ero interrogata in storia e improvvisamente mi sono sentita male (come se dovessi svenire da un momento all'altro). Da allora sono terrorizzata alla sola idea di essere interrogata, ma non solo! Ho cominciato ad aver paura di uscire quando il mio ragazzo e mia mamma non sono con me per la paura di svenire per strada o in giro...so che è sciocco ma poi se esco da sola comincio a sentire la testa che gira, nausea e batticuore e allora devo scappare di nuovo a casa. In questo modo però sono molto vincolata agli altri e non mi sento più libera. Il mio medico mi ha detto che non è un problema fisico e che non svenirò se esco, ma io ho una tale paura...e peggiora di giorno in giorno! Cosa posso fare?
L.

Risposta

Cara L., da ciò che mi descrivi il tuo sembra essere un problema legato all'ansia. Quando una persona vive una situazione di ansia intensa, il corpo dà dei segnali di disagio tanto più spiacevoli quanto più l'ansia è forte. Solo che non sempre questi "campanelli" che il corpo dà vengono interpretati come un segnale d'ansia. A volte è possibile scambiarli per sintomi fisici veri e propri che, inaspettati e improvvisi, spaventano molto perché fanno vivere la situazione come fuori dal nostro controllo. È quello che sembra essere successo durante l'interrogazione di storia di due mesi fa. A partire da quell'episodio che comprensibilmente hai vissuto male, tutte le paure successive sono in realtà il tentativo di evitare che quello star male si ripeta. Ma, dato che lo stare male non è controllabile in anticipo, ogni situazione potrebbe essere potenzialmente pericolosa. E così non sono più solo le interrogazioni di storia o le interrogazioni le situazioni da temere, ma via via tutti quei posti e quelle circostanze in cui potresti sentirti male e non avere qualcuno di fiducia che ti soccorre. Come puoi capire, assecondare queste paure non fa altro che peggiorare la tua situazione e incrementare la paura, limitando la tua vita e la tua autonomia. "Che posso fare per evitarlo?" ti starai chiedendo. Ti suggerisco di provare a fare questo lavoro: scrivi una lista di tutte le situazioni che eviti o che ti fanno paura. Poi riordina la lista dalle situazioni per te meno difficili a quelle che ti creano più ansia. Per ognuna di queste situazioni prova a scrivere cosa temi che potrebbe accaderti e tutti i comportamenti che ti vengono in mente da mettere in atto se nella situazione cominciassi a sentire l'ansia (può essere ripeterti delle frasi rassicuranti, sederti un attimo, fare una telefonata, distrarti con qualche attività, pensare a qualcosa di estremamente piacevole e tranquillizzante e così via). Quindi comincia a provare le situazioni per te più facili tenendo la lista che hai fatto a portata di mano e qualora ti trovassi in difficoltà, consulta la lista e metti in pratica una delle soluzioni che hai trovato in precedenza. Man mano che affronti le situazioni dovresti prendere un po' più di fiducia in te e la paura dovrebbe calare, così che ti puoi permettere di sperimentare situazioni più difficili. Con un po' di pazienza e con l'esercizio la lista ad un certo punto sarà superflua.
Se questo tentativo non ti fosse d'aiuto non disperare! Spesso la strategia che ti ho suggerito è d'aiuto, ma a volte può rivelarsi necessario provare a comprendere in modo più approfondito le proprie ansie. In questo caso, se ti va, puoi telefonare al Consultorio Familiare a te più vicino e chiedere qualche colloquio con lo psicologo: è una persona esperta che ti aiuterà a capirti meglio e a gestire l'ansia con meno timore. Auguri!!!

Youngmail

Vado in ansia... di fronte agli altri

29/09/2002: di T, 27 anni

Domanda

Cara youngmail, sono T., 27 anni...e un problema serio. Quando sono con gli altri non riesco a parlare, mi assalgono i timori su ciò che possono pensare gli altri di me e così mi blocco. E anche quando riesco a dire qualcosa, fatico a spiegarmi: comincio a balbettare, il mio discorso è sconnesso, l'italiano scorretto. Tutto questo mi causa non pochi problemi nella vita quotidiana... E le cose se possibile peggiorano quando sono di fronte a persone nuove. Non sono sempre stato così...a 16 anni ero uno vivace, che usciva volentieri e sapeva essere di compagnia. Che posso fare? Un aiuto psicologico potrebbe essermi utile? In cosa consisterebbe? Ciao

Risposta

Caro T., quello che colgo dalla tua lettera è una storia...sì, la storia di una paura che ad un certo punto della tua vita, molto probabilmente a causa di un'esperienza spiacevole (ad esempio un giudizio negativo di qualcuno o una presa in giro) e di un carattere particolarmente sensibile, tu hai provato in modo così intenso da portarti in seguito a cercare dei modi perché non si ripresentasse più.
Quando una persona si trova in questa situazione, capita a volte che utilizzi una strategia, definita evitamento, che consiste nel cercare di evitare tutte quelle circostanze che potrebbero far sì che la paura si ripresenti (ad esempio, in situazioni sociali non mettersi più in mostra, essere silenziosi o evitare di uscire con persone nuove). Purtroppo però se tale strategia si consolida nel tempo finisce paradossalmente per aumentare la paura anziché controllarla e porta la persona ad assumere un atteggiamento sempre più ritirato. Quella cioè che all'inizio sembrava una soluzione (evitare in qualche modo il giudizio negativo degli altri) si trasforma nel tempo in un nuovo problema (non riuscire a stare in mezzo agli altri).
Che si può fare per fronteggiare una difficoltà di questo tipo? In questi casi spesso si rivela utile un aiuto di tipo psicologico volto da un lato a comprendere come è nata e come si mantiene la tua paura, e dall'altra a sperimentarti gradualmente nelle relazioni con gli altri per verificare che in realtà i tuoi timori solo raramente divengono realtà e che anche tu, esercitandoti un po', puoi essere capace di rapportarti agli altri senza sentirti a disagio. Potrebbe esserti utile anche riflettere su due aspetti che giocano un ruolo importante nel relazionarci agli altri: l'accettazione di sé e le proprie aspettative. Se tu ti aspetti di essere perfetto agli occhi degli altri, di non commettere errori e di essere simpatico a tutti e ti biasimi quando ciò non accade, è facile che ti senta poco adeguato nelle situazioni di gruppo ed eviti di parlare perché pensi che non saresti 'all'altezza'. Nessuno è perfetto, nessuno è irreprensibile, nessuno gode delle simpatie di tutti. Accettarsi anche con i propri limiti significa avere la libertà di essere se stessi anche con gli altri, senza sentirsi rifiutati da eventuali giudizi e critiche non positive. In bocca al lupo!

Youngmail

Momento difficile: a chi mi rivolgo?

23/09/2002:lettera non firmata

Domanda

Cara youngmail, sono una ragazza che sta attraversando un periodo difficile per una storia sentimentale che non sta andando bene. Vorrei sapere se c'è qualcuno a cui potersi rivolgere per parlare di queste cose e avere qualche consiglio o anche solo sfogarmi e chiarirmi le idee. Grazie.

Risposta

Cara amica, eccomi a rispondere alla tua richiesta. Una possibilità è rivolgerti al Consultorio Familiare a te più vicino e chiedere dello psicologo: troverai un esperto che potrà darti uno spazio di consulenza proprio per parlare del tuo problema e chiarirti le idee sul 'che fare'. I colloqui non sono a pagamento e garantiscono la riservatezza delle informazioni personali. È necessario però che tu prenda appuntamento. Oppure se hai tra i 15 e i 24 anni puoi informarti (sempre al Consultorio) sulla fascia oraria chiamata 'Spazio Giovani', in cui è possibile avere un colloquio anche senza appuntamento prestabilito. Se non sai dove si trova il Consultorio a te vicino, puoi consultare l'elenco che troverai in questo sito seguendo il link "Lo Spazio Giovani dei Consultori Familiari dell'U.L.SS. n°6 Vicenza".
Ti auguro di superare presto questo momento di difficoltà. Auguri!

Youngmail

Ho un'amica che sta male: che faccio?

16/09/2002: di V., 17 anni

Domanda

Ciao! Sono una ragazza di 17 anni. Il problema di cui vorrei parlarvi riguarda una mia compagna di classe ed amica. Due giorni fa, finite le lezioni, E. era rimasta seduta al suo posto mentre tutti se ne stavano andando a casa. Io ho notato che si sentiva male. Diceva che le girava la testa e ho visto le sue mani che tremavano forte, mentre lei cercava di tenerle ferme. Era già successo l'anno scorso. Mi sono fermata con lei a parlare chiedendole se sapeva perché si sentisse così male. Era dal pranzo del giorno prima che non mangiava. Mi sembrava di averla vista dimagrita all'inizio di quest'anno scolastico, anche se lei è sempre stata particolarmente esile.. non ha voglia di uscire, non riesce ad imporsi di mangiare. Dice che ne ha parlato anche con uno psicologo, che i suoi sanno tutto.. ma non si è risolto niente. È una ragazza simpaticissima, ha un ragazzo, un sacco di amici che le vogliono bene, eppure io sono la sola a sapere come si sente. Ma mi sento completamente inutile, non so che fare, come prenderla, anche perché lei è una tipa molto riservata. La cosa mi sembra abbastanza grave e sono preoccupata!! vi ringrazio in anticipo, ciao!!!

Risposta

Carissima V.,
hai fatto bene a scriverci. Comprendo la tua preoccupazione, che sicuramente testimonia l'affetto che tu provi verso E. Purtroppo, per quanto le osservazioni che tu ci riporti siano attente ed accurate, è molto difficile fare una diagnosi, tanto più che esse si riferiscono ad un'altra persona. Tuttavia, dalle cose che mi dici sembra possibile pensare che la tua compagna soffra di un disturbo del comportamento alimentare. Se è così, si tratta di una vera e propria malattia che rende ad E. estremamente difficile mantenere un'alimentazione e forme corporee adeguate alla sua età. Oltre al disagio psicologico, questo disturbo comporta un forte deperimento fisico che può avere conseguenze gravi sulla salute. Molto spesso, purtroppo, le persone che soffrono di questo disturbo non sono disposte ad ammettere che stanno male e tentano di gestire da sole e di nascosto eventuali malesseri fisici, arrivando talvolta a mentire pur di mantenere le abitudini alimentari patologiche. Per queste ragioni è estremamente difficile aiutare chi soffre di un disturbo alimentare. In questi casi il sostegno psicologico, cioè il poter avere una figura esperta che aiuti ad affrontare il disagio personale sottostante al difficile rapporto con il cibo ed il corpo, è molto importante ma può non bastare da solo. Sarebbe altrettanto importante che la tua amica si rivolgesse ad un medico specializzato in questi disturbi. Si tratta di quei medici chiamati nutrizionisti perché si occupano di come mantenere o ripristinare un equilibrio corporeo attraverso un'alimentazione corretta. Nel caso della tua compagna il nutrizionista potrebbe fare il punto della situazione sulla sua situazione fisica e spiegarle cosa può accadere se continua a digiunare e a perdere peso, quindi aiutarla a reimpostare gradualmente un modo di mangiare più corretto. Contemporaneamente uno psicologo può dare ad E. un aiuto nel comprendere perché sta male e come risolvere il suo disagio, chiedendo e trovando aiuto con modalità meno pericolose e più adeguate. A questo punto immagino ti chiederai: "E io, che posso fare?" Forse la cosa più importante che puoi fare è stare vicina alla tua amica, aiutarla ad aprirsi e a confidarsi con te e incoraggiarla a chiedere un aiuto specialistico, senza però sentirti responsabile della sua salute. Come ti accennavo prima infatti non sarà facile e sarà possibile che E. accampi scuse o faccia di tutto per evitare di guardare in faccia la realtà, persino magari evitando di incontrarti. Ricorda sempre che non lo fa per cattiveria o per falsità, ma perché sta molto male e vede nel pensare costantemente alla dieta e al suo corpo eccessivamente magro un modo per affrontare uno star male altrimenti intollerabile. Se ti sembra che le condizioni della tua compagna siano gravi ti consiglio di parlarne ad un docente di cui hai fiducia, che potrà valutare la situazione insieme ai genitori. Capisco che la tua posizione non è certamente facile, ma considera che già hai fatto molto accorgendoti che E. stava male e avvicinandoti a lei con sensibilità e tatto per cercare di esserle d'aiuto. Penso che per lei la tua amicizia possa essere molto importante! Ciao!

Youngmail

Paura di perdere il controllo

12/08/2002: di Tommi983, 19 anni

Domanda

Cara youngmail, sono un ragazzo di 19 anni piuttosto pensieroso. Mi vengono spesso timori o dubbi su cui penso e ripenso in cerca di rassicurazioni o risposte, che a furia di pensarci non trovo mai. Perciò vi scrivo, alla ricerca di trovare una risposta ad un dubbio assillante. Da qualche mese sento di essere spaventato da alcune cose che sento di me stesso: ho paura di diventare matto, di perdere il controllo e fare del male agli altri. Questo mi mette molta agitazione. In passato non avevo queste idee...mi sono venute vedendo un film in cui una persona ineccepibile improvvisamente veniva presa da un raptus e iniziava a uccidere le persone, vivendo una doppia vita: da un lato un uomo modello, dall'altro un serial-killer. Quel film mi ha molto colpito...mi sono anche chiesto se dentro di me questa paura di perdere il controllo e fare del male fosse già presente e mi avesse guidato nella scelta del film...e poi si sentono talmente tanti atti di violenza assurda in TV che come si fa a pensare che queste cose ci siano solo nella fantasia? Mi chiedo, perché è comparsa in me quest'insicurezza di far del male alle persone e se è solo un dubbio o se posso veramente arrivare a mettere in atto le mie fantasie violente. Ho contattato uno psicologo per iniziare una terapia ma non so se questi problemi possano essere risolti o sia la mia personalità fatta così... Spero che mi rispondiate.

Risposta

Caro Tommi983, eccomi a rispondere ai tuoi timori. È possibile che, come tu dici, qualcosa fosse già in te prima del film: anche se i pensieri sono diventati consapevoli solo successivamente, è probabile che in te ci fosse (e ci sia) un emozione di rabbia che non trovava espressione. Mi spiego meglio: tutti noi a volte ci troviamo in situazioni che suscitano la nostra rabbia e capita che la nostra reazione sia un comportamento aggressivo come alzare la voce e gridare o litigare o attuare una qualche forma di vendetta o dispetto o manifestare il nostro disappunto e la nostra irritazione per la situazione o scappare dalla situazione. Alcune volte però può capitare che non sia possibile manifestare la propria rabbia, o perché non c'è nessuno con cui prendersela o perché le conseguenze di un comportamento aggressivo potrebbero essere spiacevoli. In questo caso di solito si tenta di reprimere la rabbia, cioè di tenersela dentro senza farla vedere, possibilmente dimenticandoci anche di averla provata (in questo spesso anche la nostra cultura è complice portandoci erroneamente a ritenerla un'emozione "negativa", che non è bene manifestare). Se l'emozione di rabbia segue quest'ultima strada più volte, può capitare che la persona accumula dentro di sé della rabbia di cui è poco consapevole ma che c'è e preme per uscire, per trovare un espressione che sia accettabile, ovvero che non comporti delle conseguenze temute. È possibile che questo sia proprio il tuo caso. La rabbia ha trovato all'esterno degli spunti (il film, le vicende di attualità) che hanno dato vita a dei pensieri, degli impulsi attraverso cui si esprime quasi autonomamente, al di là della tua volontà. Raramente questi pensieri diventano concretamente pericolosi o dannosi di per sé, a meno che non vengano ignorati e repressi ulteriormente. Sono un po' come un campanello di allarme per un disagio psicologico che va ascoltato e affrontato. Come? Ascoltandoli e cercando di capire di cosa si tratta. Il fatto che te ne preoccupi, e soprattutto che ti sia già rivolto ad uno psicologo per comprendere quanto ti sta accadendo, è a mio avviso un aver già intrapreso la strada più corretta per risolvere il tuo problema. Non preoccuparti: se ti impegnerai nel percorso psicologico acquisterai man mano fiducia e speranza. Affrontare il proprio mondo psicologico ed emotivo interiore è una cosa che all'inizio può spaventare un po', ma se avrai la voglia di conoscerti e un po' di pazienza vedrai che le cose miglioreranno. Auguri!

Youngmail

La gelosia sta rovinando il mio rapporto di coppia

08/07/2002: di F, 18 anni

Domanda

Sono F., ho 18 anni e...un grosso problema di gelosia che sta rovinando il rapporto con la mia ragazza, S di 17 anni. Io la amo moltissimo e penso che anche lei ami molto me. Purtroppo però lei è un tipo molto estroverso che dà confidenza agli amici....e io ho paura che loro fraintendano i suoi segnali di amicizia o, peggio, che lei si innamori di qualcun altro. Per questa ragione quando lei passa troppo tempo con un amico, comincio a sentirmi ribollire la rabbia e poi esplodo, facendole delle scenate e dicendole cose spiacevoli di cui poi finisco per pentirmi. So che questo problema è legato a me più che a lei e vorrei capire meglio perché mi comporto così nonostante le sue rassicurazioni.. potreste indicarmi dove posso rivolgermi per parlare con qualcuno di esperto che mi aiuti a capire e mi dia aiuto per risolvere questo problema? Vi ringrazio tanto se riuscirete a indicarmi un aiuto valido.

Risposta

Caro F., la gelosia è un sentimento decisamente doloroso. Spesso alla base c'è l'ansia di perdere la persona amata. Frequentemente tale timore è a sua volta suscitato da un'insicurezza personale di fondo, per cui la persona gelosa pensa che se l'amato conosce altre persone finirà per preferirle, abbandonandola. In altre parole, si è gelosi del proprio partner perché si teme di perdere il confronto con i possibili concorrenti considerato migliore di noi. La gelosia sottende però un vissuto di possesso, spesso esagerato, che si nutre nei confronti delle persone che sono oggetto del proprio amore ("il partner è mio!"). Tale possessività corre il rischio di soffocare il partner in un rapporto eccessivamente esclusivo che può paradossalmente suscitare nella persona amata il desiderio di allungare le distanze per non essere più così oppressa. Proprio per queste caratteristiche, caro F., difficilmente la gelosia porta a qualcosa di buono. È importante perciò affrontarla e capirne i perché per poter poi superare questa forma di insicurezza affettiva e concedersi un rapporto più sereno. Se dici che la tua ragazza è innamorata di te ed è una persona affidabile, in qualche modo vuol di re che hai già riconosciuto in te l'insicurezza e i timori di cui stiamo parlando, per cui parlare con un esperto potrebbe davvero esserti utile per superare questo problema, in parte proseguendo il lavoro interiore che sembri aver iniziato, in parte per aiutarti a gestire meglio l'ansia e a migliorare l'autostima. Se sei di Vicenza potresti chiedere un appuntamento psicologico di consulenza presso il Consultorio Familiare a te più vicino (nel nostro sito troverai gli indirizzi). La consulenza è gratuita. In bocca al lupo!!

Youngmail

Consulenza psicologica: dove rivolgersi

20/06/2002:lettera non firmata, 19 anni

Domanda

Sono una ragazza di 19 anni. Ultimamente mi sono resa conto di avere problemi personali che da sola non so risolvere. Penso che forse potrebbe essermi utile parlarne con qualcuno di esperto, ma dato che non voglio dirlo a nessuno (nemmeno ai miei), non so a chi rivolgermi per capire se per i miei problemi ho bisogno o no di un psicoterapia. Potete aiutarmi?

Risposta

Carissima amica, di fronte ad un disagio psicologico due grossi primi passi sono quelli che tu sembri aver fatto: renderti conto che c'è un problema che ti fa stare male e domandare aiuto.
Tu chiedi quella che nel gergo psicologico si chiama 'consulenza', ossia qualche colloquio con uno psicologo per poter inquadrare meglio le tue difficoltà al fine di capire se sia utile fare una psicoterapia.
Una possibilità è rivolgerti al Consultorio Familiare a te più vicino prendendo appuntamento con lo psicologo o andando liberamente durante lo 'Spazio Giovani', che è una fascia oraria particolare in cui i giovani dai 15 ai 24 anni possono accedere al Consultorio e parlare con gli specialisti senza bisogno di fissare un appuntamento
(nella pagina degli indirizzi troverai tutte le indicazioni utili). In entrambi questi casi i colloqui con lo psicologo sono gratuiti e garantiscono la riservatezza dei tuoi dati.
In bocca al lupo! Se ne hai voglia scrivici ancora!

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