Youngmail è una rubrica interattiva tra giovani ed operatori esperti

È un servizio di consulenza gratuito on-line offerto
dai Consultori Familiari dell'ULSS di Vicenza

Come puoi vedere ci sono tanti argomenti di cui puoi parlare: sessualità, contraccezione, rapporti di coppia, con amici, con gli adulti intorno a te, problemi, dubbi o riflessioni personali,...
Scrivendoci potrai chiarire dubbi, ricevere informazioni utili, avere uno spazio di confronto e riflessione ed eventualmente dei consigli.

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Contraccezione sicura ma senza genitori

04/08/2018: di Marta, 16 anni

Domanda

Ciao youngmail
Ti scrivo perché ho bisogno di un consiglio.
Io e il mio ragazzo stiamo assieme da cinque mesi, dopo circa due di frequentazione.
Abbiamo un rapporto fantastico e con lui sto davvero benissimo. C'è molta complicità e siamo entrambi molto presi ed innamorati dell'altro, inoltre lui mi porta molto rispetto e si prende cura di me, per questo mi fido molto di lui.
Abbiamo sempre preferito andare con calma, e da un paio di mesi abbiamo iniziato ad avere i primi contatti fisici. Non abbiamo mai avuto un rapporto completo, ma ci tocchiamo a vicenda, cosa che ha contribuito a creare il rapporto che abbiamo.
Premetto che siamo entrambi vergini e abbiamo la stessa età, e io vorrei che la mia prima volta fosse con lui.
So che tra non molto tempo mi sentirò pronta per avere un rapporto completo con lui, però la cosa che mi blocca è il rischio di una gravidanza.
So infatti che il preservativo non è completamente sicuro, ma non me la sento di chiedere a mia mamma di farmi prescrivere la pillola, soprattutto perché so che non reagirebbe bene dato le sue idee un po' "all'antica".
Se non supero questa paura non mi godrò il momento con lui, per questo ci tengo a risolvere questa cosa.
Ne ho già parlato con lui e sta cercando di tranquillizzarmi sul fatto che se il preservativo non si rompe o non è bucato non succede nulla, ma ha precisato che non vuole mettermi fretta e che aspetterà tutto il tempo di cui ho bisogno per sentirmi pronta.
Secondo te cosa dovrei fare per superare questa paura?

Risposta

Carissima Marta,
il tuo è un ragionamento praticamente perfetto. Il ragionamento ed il senso di responsabilità che, venendo nelle scuole a fare prevenzione, ci augureremmo che tutti i ragazzi avessero nei confronti della sessualità! Se così fosse, si eviterebbero molte pillole d'emergenze o interruzioni di gravidanza...e molte ansie!! Quindi, brava!
Per quanto riguarda la risposta alla tua domanda, forse ti può essere utile sapere che puoi venire in consultorio familiare anche senza i genitori (magari puoi venire con il tuo ragazzo o con un'amica se preferisci non venire da sola). Puoi parlare con il/la ginecologo/a e valutare insieme a lui/lei la contraccezione più adatta a te e sicura. Ci sono di diversi tipi di contraccezione ormonale, ad oggi la più sicura per i ragazzi: vari generi di pillole contraccettive, cerotto, anellino vaginale, .. Una volta individuata la migliore per te, il ginecologo te la prescriverà.
Le mamme ed i papà spesso fanno fatica ad affrontare la crescita e lo sviluppo sessuale dei figli, ma credo che non ci sia dubbio sul fatto che è meglio una contraccezione sicura che i rischi di una sua mancanza!
Ti aspettiamo? Trovi i nostri recapiti telefonici, gli indirizzi e gli orari nel sito. Inoltre, se scegli la fascia oraria "Spazio Giovani" puoi venire anche senza appuntamento. La consulenza ginecologica non ha costi!
Ciao!

Youngmail

Interruzione di gravidanza e segni alla visita successiva

11/08/2011: di Ali44, 18 anni

Domanda

Il 19 agosto mi sottoporrò ad un IGV, il 29 ho una visita ginecologica programmata da mia mamma, che sarà presente e che non è a conoscenza della mia gravidanza. Cosa vedrà, dopo dieci giorni, il ginecologo alla visita? saranno evidenti i "resti" dell'operazione?

Risposta

Cara Ali44, dopo l'intervento per interruzione volontaria di gravidanza, possono essere presenti delle piccole perdite ematiche anche per 8-10 giorni. Ti ricordo che hai diritto alla più completa privacy ed in genere i medici sono rispettosi di questo aspetto, per noi molto importante nello svolgimento del nostro lavoro. Nessuno si stupirebbe se, per esempio, chiedessi alla mamma di uscire al momento della "visita"...
Ciao!

Youngmail

Prima volta? che confusione!

20/07/2011: di G, 18 anni

Domanda

Caro youngmail, io e il mio ragazzo stiamo pensando di avere un rapporto sessuale. io sono molto affezionata a lui e ritengo possa essere la persona giusta per la mia prima volta. detto ciò...ho come dei blocchi a livello psicologico, insomma io vorrei avere un rapporto con lui, ma probabilmente anche se è passato tanto tempo nn lo amo! nn penso sia la persona della mia vita ecco. E inoltre mia madre nn lo può sentir nominare,lo odia...perchè anni fa, quando eravamo insieme la prima volta, lui mi ha fatta stare molto male..mia madre mi ha vista soffrire e nn avrebbe mai voluto che io tornassi con lui. Il fatto è che ora..sarà che siamo cresciuti...è tutto così diverso il nostro rapporto!! sembra una favola a volte e lui è quasi perfetto..forse anche perchè dopo avermi fatta soffrire in quel modo ora sa come comportarsi! In ogni caso mia madre nn sa niente!!! continuo a raccontarle bugie quando esco con lui....e non vorrei...ma, ho provato più volte a parlarle a introdurre il discorso,ma ho capito che non era il caso, che non mi avrebbe più permesso di vederlo.
Ora, potrei continuare in questo modo, avere un rapporto con lui e aspettare che la storia finisca, senza che mia madre sappia niente... oppure... come posso affrontarla?? dopo tanti mesi dirle che per tutto questo tempo le ho mentito e che sono arrivata ad un punto in cui vorrei avere un rapporto sessuale (le verrebbe un attacco di cuore)lei è molto all'antica, questo è proprio fuori discussione, e in ogni caso non si fiderebbe mai più di me.
Inoltre vorrei fare una visita ginecologica, non ne ho mai fatta una anche se vorrei, ma non so come affrontare mia madre e dirglielo per poi andarci senza doverlo fare di nascosto.
Tornando al discorso di prima, che sto pensando seriamente di avere un rapporto con il mio ragazzo, mi spaventa anche troppissimo il fatto di utilizzare solo il preservativo.. ho proprio paura che qualcosa vada storto, che si rompa...insomma, non mi sembra così efficace. E io non voglio assolutamente restare incinta, appunto perchè lui non è la persona con cui voglio passare il resto della mia vita. Ma è sicuro usare il preservativo?? io prenderei anche la pillola...ma senza la visita...
e poi se la ginecologa me la prescriverebbe in ogni caso a mia madre come lo spiego?
...:) insomma sono un po' in confusione, scusate il disturbo.
Grazie anticipatamente!

Risposta

Cara G, in effetti c'è un pò di confusione nella tua lettera, data probabilmente anche dalle contraddizioni che vivi: non ami il ragazzo con cui stai e non pensi di avere con lui una storia che ha un futuro, però pensi che il vostro rapporto è quasi una favola e lui quasi perfetto. Pensi che finirà, ma ritieni lui sia la persona giusta con cui vivere la tua prima volta. Desideri iniziare ad avere rapporti, ma ti crea problema il fatto che tua mamma sia all'oscuro di tutto...
Sì, in effetti un pò di confusione c'è...
Proviamo a prendere una cosa per volta, che dici?
Il rapporto tra te e il tuo ragazzo: se non lo ami perchè continuare la storia, addirittura intensificando la relazione con la sessualità? Se non è la persona giusta, se non lo ami, forse conviene agire di conseguenza...
Per quanto riguarda il dire o non dire alla mamma: sei maggiorenne, è chiaro che se lo ritieni puoi non dirle delle cose, MA sapendo che di quelle cose solo tu hai la responsabilità. Mi spiego meglio: tu dici che mamma non approvava quel ragazzo per il timore che non ti trattasse bene (cosa peraltro accaduta in passato). Se mamma non sa nulla di voi ora, sta a te proteggerti dalle sofferenze, farti portare rispetto ed eventualmente non lasciarti coinvolgere in situazioni pericolose o non buone per te. Ugualmente rispetto alla sessualità: se decidi di viverla, è molto importante pensare prima ad una contraccezione sicura. Se utilizzato correttamente il preservativo (trovi diversi consigli in proposito alla sezione "preservativo" del sito) è un buon contraccettivo, l'unico che protegge dalle malattie, ma certamente un metodo ormonale come la pillola o il cerotto ti danno una sicurezza maggiore rispetto alle gravidanze indesiderate. Assumersi la responsabilità della propria salute sessuale (evitare malattie sessualmente trasmissibili e gravidanze indesiderate) può voler dire, ad esempio, venire a trovarci in consultorio familiare (al link "Indirizzi utili" del sito trovi indirizzi, tel e orari in cui puoi venire gratuitamente, senza appuntamento e anche senza genitori) e parlare con il ginecologo dei metodi migliori per te. L'eventuale prescrizione della pillola non necessariamente passa attraverso una visita ginecologica, nè dev'essere - se non vuoi - comunicata ai genitori. Con l'occasione, se lo desideri, potresti anche fare qualche colloquio con lo psicologo per dissipare un pò di confusione sulla tua situazione... Ti aspettiamo?

Youngmail

Dire o non dire ai miei che ho la ragazza??

31/05/2011: di pissio, 14 anni

Domanda

Ciao ym, io a novembre ero insieme a una ragazza sia io che lei nn volevamo che lo sapessero i nostri genitori io xk mi vergogno e lei xk i suoi nn approvano una relazione a 13 anni. Siamo stati insieme solo un mese e dopo abbiamo dovuto lasciarci xk sua mamma era venuta a conoscenza del nostro rapporto e gli ha requisito il cell per 5 mesi. I miei genitori nn sapevano nulla e vederci io e la mia ragazza era diventato difficile e io a dirlo ai miai genitori mi vergogno. che devo fare????

Risposta

Caro Pissio, non so se ho capito bene il problema. Se il punto è che dirlo ai tuoi genitori faciliterebbe la frequenza con la ragazza in questione, credo che la tua decisione si possa basare su quanto tu tieni alla relazione. Se invece la questione è più legata al rapporto tra te e i tuoi genitori, credo i discorsi siano un pò più articolati. Nel decidere se dire o no ai genitori le proprie cose in adolescenza non esistono delle "linee guida di sopravvivenza" universali, giuste per tutti. Piuttosto esiste un dare un senso alle cose. Sempre più, crescendo, non è così detto che i genitori debbano sapere tutto, ma a questo "tenere per sè le proprie cose" (che fa parte di un cammino di crescita fondamentale) corrisponde anche un'assunzione di responsabilità per queste cose. Cerca di capire meglio i motivi della vergogna che provi nel confidarti con i tuoi genitori: comprenderli ti permetterà anche di valutare se non parlare della tua relazione di coppia è una scelta autonoma di cui ti stai prendendo da adulto responsabilità e "costi" (tipo la difficoltà a vederla o sentirla) o se si tratta di un rapporto tra genitori e figlio in cui la confidenza non è molta in queste cose..e forse potrebbe valere la pena di lavorarci su in termini di dialogo e comprensione reciproca...soprattutto se questo può dare qualche chance in più alla vostra storia di coppia. In bocca al lupo!! Ciao!

Youngmail

Vorrei aiutare mia madre

21/03/2011: di Dalia89, 18 anni

Domanda

Cara youngmail vi scrivo perché ho una questione piuttosto importante da sottoporvi e un consiglio sarebbe molto utile. La situazione a casa mia ormai è insostenibile. Mia madre a mio avviso soffre di una forma di stress molto grave. Quado parla normalmente fa fatica a tenere un tono di voce normale e alza sempre la voce per fare dei discorsi che dovrebbero essere spiegati invece con calma e tranquillità. Ha degli sbalzi di umore veramente spaventosi. Passa da momenti di quasi tranquillità a momenti in cui urla a tutti e a tutto ciò che si muove. Dice di essere tremendamente stressata dal lavoro e che tra poco farà un esaurimento. Le ho proposto una volta molto seriamente di farsi aiutare da uno psicologo ma mi ha dato della ridicola dicendo di non avere nessun problema. Sono figlia unica e mio padre è al limite della sopportazione! aiutatemi se vi è possibile grazie!

Risposta

Carissima Dalia89, capisco tu viva una situazione piuttosto complicata e immagino che tu sia preoccupata per tua mamma, ma ci sono due aspetti di cui è importante tu tenga conto. Il primo è che, essendo tua mamma adulta, più che darle un'opinione o un consiglio non puoi fare. Anche ammesso infatti che necessiti di un sostegno per una fase di vita faticosa, a meno che non sia di serio rischio per sè o per gli altri, non è possibile infatti vincolarla ad accettare un aiuto contro la sua volontà.
La seconda cosa è che non è mai una buona idea che una figlia diventi in famiglia il "capitano della nave" di un problema familiare: troppo pesante per te e rischia di creare dei tipi di relazione non sani. Detta in altri termini: se in famiglia condividete la visione che questa situazione sia problematica, la ricerca di una soluzione deve partire dai tuoi genitori. Dal papà se mamma sta troppo male, ma non da te. Dal medico di famiglia se papà ha bisogno di un aiuto, ma non da te. E questo non perchè la tua opinione o le soluzioni a cui pensi non abbiano altrettanto valore!
Forse questo discorso potrà lasciarti un senso di impotenza del tipo "Ma allora, che posso fare?"
Tutt'al più puoi continuare a far sentire a tua mamma che le vuoi bene e ti dispiace lei sia così sotto stress e puoi parlare con papà, dirgli la tua preoccupazione e la tua sofferenza e dirgli il tuo punto di vista su cosa sta accadendo e su quale potrebbe essere una strada percorribile, ma non è utile per nessuno che tu faccia la "mamma" dei tuoi genitori!
Ciao!

Youngmail

Dialogo con mamma

13/03/2011: di Ayoung, 16 anni

Domanda

Salve ym, sono una ragazza di 16 anni e non riesco ad andare d'accordo con la mia mamma. Non c'è mai un abbraccio, mai un momento di dialogo sereno... solo discussioni, litigi (il più delle volte per motivi futili),mi sgrida se nei compiti a scuola non prendo un voto alto... mio papà in tutto ciò è per lo più assente o non prende posizioni; questo determina in me un fattore di chiusura, non riesco a parlare con loro... sono insieme ad un ragazzo di 20 anni da più di anno, andiamo d'accordo, mi vuole molto bene, ma ancora non sono riuscita a parlare di lui chiaramente con i miei, anche se sicuramente hanno intuito che stiamo insieme. Il mio "non dire nulla" del mio ragazzo nasce dal fatto che mia mamma, ogni volta che si parla di morosi, afferma che non è questa l'età e che io non devo avere nessuno. Io proprio non riesco a capire questa cosa!!! Desidererei avere un rapporto migliore con mia mamma e soprattutto trovare il coraggio di dirle:"Sono insieme ad un ragazzo fantastico, accettalo, lasciami uscire con lui, non ti chiedo altro." Vorrei tanto che lei, dottoressa, riuscisse a darmi un consiglio su come fare a riguardo...
Attendo sua risposta, grazie molte.

Risposta

Carissima Ayoung, quando un rapporto attraversa un periodo di crisi spesso questo significa che stanno cambiando degli equilibri, perchè quelli precedenti non possono più funzionare. Nel caso tuo e di mamma direi che tu stai cercando di ricavarti "spazi di movimento e autonomia" maggiori (crescendo non si possono continuare a portare i vestiti da bambina), mentre tua mamma probabilmente sta cercando di proteggerti, tenendoti sotto un'ala che per quanto calda e accogliente ti risulta ora un pò soffocante... Ma più tu cerchi di uscirne, più lei si preoccupa per te...e il risultato sono le liti che, viste da un'altra prospettiva, sono un pò come un "tiro alla fune" tra le esigenze di buttarsi e sperimentare (per quello che significa dalla tua prospettiva) e quelle di protezione e desiderio che tu stia bene e sia felice (secondo l'idea che ne ha tua mamma).
Come se ne esce?
A dire il vero non lo so: se ci fosse una formula magica funzionante probabilmente non sentiremmo più parlare delle "battaglie" genitori - figli...però un paio di piccoli consigli ce l'avrei.
Prima di parlare del moroso con tua mamma, credo potrebbe essere importante parlare tra voi di voi due, del vostro rapporto com'è ora, provando a dirvi cosa sta accadendo (le diverse idee che avete su quel che va bene o no alla tua età o per te, il tuo bisogno di fare esperienza e il suo di poterti proteggere,...) partendo da una formulazione positiva, ossia riconoscendo a tutte e due le buone intenzioni alla base dei comportamenti e delle posizioni prese. Se riuscite a dare "diritto di cittadinanza" ad entrambi i bisogni, poi sarà più facile dialogare su soluzioni che siano accettabili per entrambe.
Ricorda che trovare degli accordi significa partire dalla consapevolezza che il risultato non sarà il prevalere di un punto di vista sull'altro: se confrontarsi si trasforma in un "braccio di ferro" non state più dialogando. Se ti accorgi di questo, ferma il confronto perchè non vi porterà da nessuna parte.
Infine, crescere, assumersi la responsabilità di una nuova libertà e delle sue conseguenze, significa a volte tollerare anche di non avere l'approvazione dei tuoi genitori su alcune scelte ed essere disposta, se le ritieni davvero buone per te, a risponderne tu in prima persona, senza aver più le spalle coperte da loro.
Se tieni conto di questo, potrai parlare del tuo ragazzo a tua mamma con un pò più di serenità.
In bocca al lupo! Ciao!

Youngmail

Parlare con mamma della prima volta

26/02/2011: di Forever young, 15 anni

Domanda

Ciao ym ! Sono insieme al mio ragazzo da 1 anno e 3 mesi! E abbiamo avuto rapporti sessuali circa 4 mesi fa...
Sono una ragazza molto aperta con i miei genitori,non ho paura di esprimere i miei pensieri o parlare di sesso. Però c'è una cosa che mi frena..Vorrei dire a mia madre che ho rapporti ,ma ho davvero molta paura della sua reazione!Paura che mi dica che sono troppo piccola..ecc
Ciao :)

Risposta

Cara Forever Young, non so perchè per te sia importante parlare della tua sessualità con tua madre, ma dato che sembra esserlo, direi che una reazione del genere va tenuta in considerazione nelle possibilità...molte mamme reagiscono alla scoperta della sessualità della figlia con un "la mia bambina!!" D'altra parte, è faticoso per i genitori fare i conti con la sessualità dei figli (come viceversa è spesso motivo di fastidio per i figli immaginare i genitori come partner sessuali). Per questo motivo, se decidi di parlarne e mamma dovesse reagire così, fossi in te cercherei di essere comprensiva alla prima reazione, dandole un pò di tempo per abituarsi all'idea e cominciare a vederti come una giovane donna. D'altro canto, nella misura in cui hai deciso di vivere la sessualità, te ne sei assunta anche la responsabilità (mi riferisco alla scelta, ma anche alla gestione di tutti gli aspetti di rischio: contraccezione,...) e se tua madre comprende che sei matura abbastanza per assumertela seriamente, penso potrebbe sentirsi un pò più tranquilla. In bocca al lupo!

Youngmail

Incomprensioni con i miei genitori

10/06/2010: di yyy, 16 anni

Domanda

Ciao youngmail... so che a questa età è normale avere dei problemi con i propri genitori... ma io non ce la faccio più... qualsiasi cosa faccia a loro non va bene... non sono mai contenti e quello che mi fa stare ancora più male è che loro pensano che io sia inaffidabile... non passa giorno che non litighi con mia mamma anche per qualsiasi sciocchezza, per le cose più banali... con mio papà ci parlo poco niente perchè lui ha deciso di usare la "tortura del silenzio con me perchè sarò rimandata e lui non è contento e poi è perchè secondo lui io chiedo troppo visto che a volte qnd la sera esco e gli chiedo se può venire a prendermi lui sbuffa sempre e alla fine lo fa ma solo per costrizione... con questo non voglio dire che non fanno niente per me.. anzi.. voglio solo dire che non ce la faccio più a continuare così discutendo sempre con i miei anche per le cose più banali... per fare un esempio il giorno della pizza di classe sn andata in centro e ho chiesto a mio fratello i soldi perchè non ne avevo e andando in centro mi sono comprata un po' di roba (3 cose) e mia mamma si è inca perchè ha detto che non avevo il permesso ecc....poi dice che devo moderare il linguaggio e che certe parole con lei non devo usarle... so che è normale xò nn ce la faccio più anche xk tt le mie amiche possono andare liberamente in centro e per una volta che io ci vado mia mamma mi dice su... e in più non le va bene quello che ho comprato.. xò a me piacciono e lei non me le avrebbe mai comprate perchè dice che non vanno bene... uff riassumendo io ho un problema con i miei genitori con i quali non riesco a comunicare perchè loro non riescono a capirmi... cosa posso fare????

Risposta

Cara yyy, parto dal presupposto che dato che ciò per cui mi scrivi è per te un problema, tu sia anche disposta a fare dei cambiamenti per risolverlo...
Quello che tu definisci problema di comunicazione tra genitori e figli, spesso in realtà è una "battaglia per l'affermazione": da un lato ci sei tu che vorresti più libertà e riconoscimenti, dall'altro loro che ti vorrebbero dentro quelle che ritengono giuste regole.
Se le cose stanno così voi non discutete sulla forma (come comunichiamo), ma sui contenuti (vogliamo cose diverse).
Per tentare di risolvere questa impasse, credo ci siano tre possibili strade:
- ribellarti - ma a mio avviso in queste situazioni "scioperare" o fregartene rischia di essere una strategia a perdere, dato che ti giochi in una sola mano fiducia e collaborazione -
- darla vinta ai tuoi, sottomettendoti alle loro regole - ma così come puoi crescere? e come possono loro imparare a rapportarsi con una figlia che non è più una bambina? -
- tentare di "negoziare", che presuppone essere disposti anzitutto a dare: ascoltare, considerare e rispettare le ragioni dell'altro, per vedere accolte le nostre. In altri termini, temo dovrai essere disposta a dare tu x prima il "buon esempio".
Concretamente, ti suggerirei di indire una bella riunione con mamma e papà, spiegando loro che senti che i rapporti così sono troppo tesi e che desideri fare un pò di chiarezza su ciò che loro si attenderebbero da te ed essere ascoltata in ciò che tu vorresti. Provate a mettere giù dei punti, che rispecchino non tanto ciò che loro vogliono o che tu vuoi, quanto i motivi. Ad esempio, "rientrare entro le xx di sera" è ciò che loro vogliono; "essere sicuri che tu non corri rischi o che dormi un numero di ore sufficiente" sono i motivi sottostanti. Considerando insieme le loro e le tue motivazioni cercate nuove soluzioni, nuove regole dentro cui possiate stare tutti e 3...
E poi potresti fare un patto: tu ti impegni in alcune cose che loro ti chiedono e che a te paiono ragionevoli (ad esempio, lo studio) e loro si impegnano a riconoscerti almeno 2 cose positive al giorno in ciò che fai.
Questi sono solo suggerimenti...le soluzioni, come avrai capito, sono da provare sul campo! Un grosso in bocca al lupo!!

Youngmail

autostima o rendimento a scuola?

04/06/2010: di luisiana, 38 anni

Domanda

Cara youngmail, sono una mamma di due SPLENDIDI RAGAZZI, IL SECONDO HA 12 ANNI,e frequenta la prima media. Vorrei un consiglio su come potrei fare poichè non è mai stato un campione a scuola! Alle elementari aveva una maestra che lo ha fatto penare non poco,infatti non ha mai avuto grandi soddisfazioni nel senso che lei non lo ha mai fatto sentire gratificato. Quando aveva lezione con lei dormiva sempre con me! Mi ha persino consigliata di rivolgermi a una psicologa, non so ancora bene il motivo ma con mio figlio ci siamo andati. Non è stato facile per lui,si è sentito umiliato, sbagliato. Comunque l'esito è stato positivo,lei ha detto che tutto era a posto e che si trattava di una incompatibilità tra la maestra e mio figlio, anche se poi la maestra non ha più avuto il minimo interessamento o un confronto con la psicologa. Ora alle medie ha qualche difficoltà in grammatica e matematica,ma la prof.di storia con la quale ho avuto un colloquio mi ha detto che secondo lei è un ragazzino in gamba anche se talvolta nota la sua insicurezza, paura, quasi vergogna ad essere al centro dell'attenzione,insomma ha poca autostima di se stesso! Io non nascondo di mettere la scuola al primo posto,e aiutarlo ma se non mi preoccupo rischio che alle 10 di sera si è dimenticato di ripassare per la verifica o di fare qualche esercizio. Se lo aiuto raggiunge buoni risultati. Ora vorrei sapere come posso fare per farlo sentire sicuro, per non essere d'intralcio e per non stare male. Spesso provo, durante i così detti visitoni,un senso di oppressione perchè certe mamme escono fiere dei propri figli e gridano ai quattro venti ah invece dell'8 in italiano potresti avere il 9! E mio figlio appena arriva al 6. Grazie della risposta che vorrete accordarmi.

Risposta

Cara Luisiana, capisco che anche le mamme avrebbero bisogno di uno spazio di confronto e - credi - hai tutta la mia solidarietà per la tua voglia di metterti in discussione e capire, ma questo sito è dedicato in esclusiva ai ragazzi a partire dall'età della scuola superiore, mi dispiace.
Ti lascio solo due brevi spunti di riflessione, che spero possano esserti utili.
Credo che tu sia di fronte ad una scelta di priorità: autostima o rendimento scolastico? Pedalare e inciampare o sicurezza che arrivi a mèta...ma con le rotelline?
In altri termini, l'autostima per svilupparsi richiede necessariamente 2 cose: nutrimento ed esercizio.
Il primo viene da familiari, insegnanti, amici,.. e se nei primi anni di vita il bimbo pesa molto le conferme derivanti dai genitori, successivamente necessita anche (e a partire dalla preadolescenza direi soprattutto) delle conferme dei compagni e delle figure esterne alla famiglia.
E con questo veniamo al secondo punto. Per poter capire che valgo e quanto valgo ho bisogno di "vederlo sul campo", di provare a fare delle cose da solo e vedere i risultati e confrontarli con quelli dei miei amici...solo così acquisisco in prima persona un senso del mio valore...se mi baso solo su quello che mi dicono gli altri resto sempre fragile e vulnerabile...
E, se ci pensi, anche tu stessa che ami molto tuo figlio e che faresti probabilmente l'impossibile per vederlo felice, in buona fede, ma gli passi dei messaggi svalutanti. Quando ti metti a fare i compiti con lui, oltre alla tua presenza, ciò che passa è anche "tu da solo non saresti in grado"...magari è vero all'inizio, ma tutti in un modo o nell'altro abbiamo imparato ad assumerci le nostre responsabilità, specialmente quando i nostri genitori hanno fatto un passo indietro...
Un passo indietro, non un'uscita di campo: resta come supporto, come incoraggiamento, come fiducia nelle sue possibilità, come mamma saggia che spinge a riprovare e a far tesoro anche degli errori e degli insuccessi senza incolparsene troppo, ma vinci la tentazione tutta materna di pedalare in tandem con lui! Non fare a volte è più faticoso che fare...ma se pensiamo faccia meglio... Questa è la tua avventura di questa fase di vita: lasciar andare e tollerare l'ansia, la paura per lui.
In bocca al lupo per te e i tuoi ragazzi, ciao!

Youngmail

Lui "sta alle regole" ma i miei non lo accettano

27/05/2010: di la dolce, 15 anni

Domanda

Cara youngmail, grazie per avermi risposto al messaggio..comunque lui accetta le regole dei miei...lei viene a casa mia...e se dobbiamo uscire lui viene via con le mie amiche. cioè lui accetta pienamente le regole dei miei....perchè lo sa che abbiamo abbastanza anni di differenza....e lui sa aspettare....alla fine è un bravo ragazzo....mi sono informata prima di mettermi con lui...e lui ci comporta bene con i miei....

Risposta

Cara La Dolce, se le cose stan proprio così, forse devi dare tempo ai tuoi di potersi fidare...forse temono che passato un primo periodo di "tranquillità" e dato il loro ok le cose cambino...so che è un pò faticoso ma se cerchi di scorgere l'affetto per te dietro le loro preoccupazioni e intrusioni e se accanto alla richiesta di libertà offri la disponibilità a renderti responsabile del tuo agire, sono certa che riuscirete a parlarvi... In bocca al lupo, ciao!

Youngmail

Vorrei più libertà con il mio ragazzo

26/05/2010: di W., 16 anni

Domanda

Cara yougmail, allora sono fidanzata da un sakko di tempo e mia madre continua a intromettersi con il mio ragazzo.

Risposta

Cara W., crescere e lasciar crescere sono due facce impegnative di una stessa medaglia. Da un lato, tu che cresci vorresti la tua libertà...di fare le cose.
D'altro canto i tuoi genitori, che fino a qualche anno fa hanno fatto la mamma e il papà di una bambina, si trovano ora a dover rivedere il loro ruolo nei tuoi riguardi, trovando un complicato equilibrio tra lasciarti fare esperienza e mantenere un controllo e una protezione sul tuo benessere. Spesso i genitori temono (non sempre a torto!) che il desiderio di libertà dei figli e il loro senso di responsabilità per le proprie scelte e per le proprie azioni non vada di pari passo e questo li può portare a "dosare" la libertà.
Perciò, se dovessi darti un consiglio rispetto alla situazione che tu riporti, sarebbe di parlare con tua mamma non tanto delle scelte (se uscire o no, fino a che ora star fuori, dove puoi andare con il tuo ragazzo, ...) ma delle preoccupazioni che la portano a intervenire. Cosa teme succeda? Se, rispetto ai suoi timori, tu riesci a dimostrarle di essere disposta e in grado di assumerti la responsabilità di ciò che fai (detto in altri termini, agire con la testa) è possibile che sia disponibile a lasciarti un pò più di spazio...proponile tu di metterti alla prova! Dico "un pò più" perchè comunque devi considerare che a tutti gli effetti almeno fino ai 18 anni sei sotto la loro tutela...
Ciao!

Youngmail

Liti con i miei genitori per il mio ragazzo

26/05/2010: di la dolce, 15 anni

Domanda

Cara youngmail, sono una ragazza di 15 anni...e da due settimane sono assieme con una ragazzo di 22 anni...a me piace molto...e anche lui è innamorato di me...perchè mi faceva la corte da gennaio.
Lui è venuto a casa mia: a mia mamma è piaciuto il ragazzo..però a mio padre non è piaciuto perchè mi ha detto che è troppo grande e così lo devo mollare...però io lo amo lui,..e provo veramente qualcosa...non so che fare...mi potete aiutare perfavore...
perchè non riesco a mollarlo..se lo amo...

Risposta

Carissima La Dolce, situazione complicata! Nella lettera non è chiaro il tipo di aiuto che chiedi...come stare con lui? come lasciarlo? come farti passare l'innamoramento?
Sembri confusa anche tu sul da farsi. E in qualsiasi di queste direzioni è piuttosto difficile darti un consiglio: risolvere le situazioni di conflitto tra cuore e ragione è sempre una bella sfida!
Ciò che ti posso dire è che capisco che tu possa essere innamorata del tuo ragazzo con un'intensità che ti rende molto dolorosa l'idea di perderlo e rinunciarci, ma capisco anche le motivazioni di tuo padre: il tuo ragazzo è in una fase di vita più avanti rispetto a te...7 anni di differenza alla vostra età non sono pochi..e questo potrebbe portarti a "bruciare delle tappe". Pensa ad esempio alla diversa libertà che si può avere a 15 o a 22 anni: le uscite serali, gli orari, le vacanze, ... Stare con lui potrebbe comportare una continua tensione per cercare di ottenere il permesso dai tuoi di una libertà maggiore e per far capire a lui che non puoi fare le cose da 22enne se di anni ne hai 15.
Credo che in questo l'intento di tuo padre sia quello di proteggerti. Tu ora sei innamorata e fai fatica a vedere i rischi della sofferenza che questo rapporto ti potrebbe portare, ma non significa che non ci siano. E i tuoi genitori, finchè sei minorenne hanno la responsabilità di te.
D'altro canto, per te non dev'essere facile "mettere le briglie al cuore"..
Perciò, anche se non è il consiglio che probabilmente scrivendo speravi di sentirti dire, a mio avviso la soluzione a questo problema va discussa e trovata con i tuoi genitori.
A volte, quando si smette di fare il "braccio di ferro" tra due idee opposte e si cerca di focalizzarsi sulle esigenze reciproche, sforzandosi di garantire un pò di tutte e due, si possono trovare soluzioni insperate! Magari un compromesso...un'idea potrebbe essere, ad esempio, che rimanete insieme, ma che lui accetta di adattarsi alle regole "di sicurezza" poste dai tuoi..
In bocca al lupo!

Youngmail

Parlare con i genitori di sesso?

17/05/2010: di BlackSoc, 16 anni

Domanda

Cara ym, mia mamma mi ha fatto il fatidico discorso che prima o poi tutte le figlie si sentono fare: sesso..
In poche parole mi ha dato la sua disponibilità per portarmi da un ginecologo per farmi prescrivere la pillola, perchè, giustamente, vuole che sia protetta..
Mi ha detto che quando sentirò che il momento giusto è arrivato glielo dirò e lei non commenterà, si assicurerà solo che io abbia tutti i mezzi per essere protetta..chiaramente ha detto che per lei sarebbe sempre meglio aspettare..
Ora: so di essere fortunata ad avere una mamma disponibile, e non è da tutti...ma..quando sarà il momento (e non manca molto) io sarò in un imbarazzo assurdo..davvero..nn saprò come fare...quindi...se sento tutto questo imbarazzo è meglio che faccia le cose da sola, per esempio venendo in consultorio? davvero, io nn riuscirei ad avere un rapporto come prima con mia mamma, sapendo che lei è a conoscenza della mia attività sessuale..ma dall'altro canto mi sembra di "tradirla", nn so come definire..

Risposta

Cara BlackSoc, se e quanto condividere della propria vita sessuale con i genitori può essere effettivamente motivo di imbarazzo o sensi di colpa. C'è chi decide che questi sono solo affari suoi e l'argomento è tabù con i genitori (direi i più..), chi racconta tutto (direi una minoranza..) e poi ci sono infinite vie di mezzo.
Direi che la prima cosa che puoi fare è capire se il discorso di tua mamma aveva uno o due significati. Mi spiego meglio: qual'era il suo obiettivo parlandoti in quel modo? Voleva che tu fossi protetta da rischi vivendo la tua sessualità e ti offriva di pensarci insieme, oppure oltre e dietro a questo il messaggio era: "Vivi pure la tua vita sessuale, purchè io ne sia al corrente"?
Se il discorso era finalizzato solamente a raccomandarti una sessualità responsabile le puoi tranquillamente rispondere che la ringrazi per l'apertura e la disponibilità con cui ti ha parlato e che quando sarà il momento sicuramente seguirai i suoi consigli, ma che preferisci provare a cavartela da sola.
Diverso è se dietro la raccomandazione c'era un implicita richiesta di sapere sulla tua sessualità.
In questo secondo caso, una volta che hai deciso se e cosa condividere, hai tre alternative. O dirle tutto e viverti l'imbarazzo - quantomeno iniziale - del condividere una cosa così personale con lei...con il vantaggio però che puoi eventualmente parlarle più liberamente dei dubbi...
O, al contrario, ritenerla una cosa tua, troppo personale per poterla condividere con i genitori e fare le cose "di nascosto". In questo caso, probabilmente dovrai gestirti il "senso del tradimento" (come lo chiami tu) del non dire e il timore di essere scoperta, ma potrai vivere un aspetto importante della tua vita in autonomia (e responsabilità).
Oppure, terza strada è "giocare a carte scoperte", spiegando a mamma che capisci la sua posizione, il suo desiderio di sapere, ma che non te la senti di parlare di questa cosa, che ritieni debba essere solo tua, rassicurandola però sul fatto che hai capito bene le sue ragioni e che se dovessi avere dubbi o difficoltà gliene parlerai....
A te la scelta!
Auguri!

Youngmail

Lui ha 21 anni, io 14: i miei non vogliono che usciamo

11/05/2010: di anonima, 14 anni

Domanda

Buongiorno youngmail, è la prima volta che scrivo e volevo fare una domanda: ho conosciuto un ragazzo da poco, 2 settimane lui mi ha chiesto di uscire io volevo uscire con lui ma i miei hanno detto no.
lo so lui ne ha 21 e io 14. volevo solo conoscerlo ma i miei mi hanno detto no. sono abbastanza preocupata. aiutatemi

Risposta

Cara Anonima, tu e i tuoi genitori portate avanti due esigenze entrambe molto importanti. Tu senti il bisogno di crescere e cominciare a "guardarti intorno". I tuoi genitori cercano probabilmente di proteggerti, facendo le scelte che sembrano loro più sicure per te.
È possibile che il ragazzo in questione sia una brava persona e che, come te, abbia voglia di approfondire una conoscenza che gli interessa. Ma potrebbe anche non essere così.
Forse anche tu puoi capire le ragioni che spingono i tuoi genitori a dirti di no...tu sei ai primi anni delle superiori, lui lavora o studia all'università: è più grande di te di un pò! E poi vi conoscete solo da due settimane...
Forse potresti proporre ai tuoi genitori delle occasioni per conoscere questo ragazzo in situazioni più sicure che un'uscita a due, almeno fino a che non lo conosci meglio. Puoi invitarlo a casa un pomeriggio, ad esempio...o concordare un'altra modalità con i tuoi...
Ciao!

Youngmail

Ai ferri corti con mamma..

09/05/2010: di Anonima95, 14 anni

Domanda

Buongiorno ym, sn una 14enne che nn ce l'ha fa + a sopportare la mia mamma. Allora, sn fidanzata da un sakko di tempo e lei continua a intromettersi cn il mio ragazzo. l'altro giorno lui mi ha lasciata e mi ha ftt stare mlt male xò poi alla mattina ci siamo rimessi ins. lei nn capisce che nn deve intromettersi. cn lei nn mi sent tranquilla e urla sempre insomma mi rompe prp le balle. ne ho le scatole piene xk ho capito di avere 14 anni e ke sn ank cn loro e di stare alle loro regole xò vorrei almeno ke mi lasciasse un pò ragionare da sola e che mi lasciasse fare cm vorrei io certe vlt.
attendo la risp grazie arrivederci.

Risposta

Cara Anonima95, sei in attesa di risposta ad una domanda che non poni..almeno esplicitamente!
Non credo la domanda sia se esiste la possibilità di avere una mamma nuova e spero non sia come fare a cambiare tua madre...quindi, per esclusione immagino che tu possa chiederti come "sopravvivere" in questa situazione.
Credo che un punto di partenza molto importante sia capire e accettare reciprocamente la bontà delle intenzioni alla base delle vostre azioni. Anzichè attaccarvi, lei perchè ritiene che tu sbagli o non ragioni in un certo modo, tu perchè lei è invadente e non ti lascia respirare, cominciate a riconoscervi i bisogni che spingono a questi comportamenti. Lei è preoccupata per te e probabilmente cerca di preservarti - con i suoi modi e la sua testa - da eventuali sofferenze. Tu desideri cominciare a "camminare" e a ragionare "con le tue gambe" e poterti anche sbucciare qualche ginocchio in santa pace, senza essere "bombardata" di istruzioni per l'uso altrui.
L'obiettivo non diventa allora "come poter fare tutto quello che voglio senza che mia mamma 'rompa'", ma come mettere insieme le vostre due esigenze, ossia come puoi sperimentarti con maggiore autonomia nelle tue vicende di vita, aiutando tua madre ad aver fiducia nelle tue risorse e permettendole di esserti d'aiuto e consiglio nelle cose importanti..
Non ho un "pacchetto pronto del come" da suggerirti, penso sia una formula che tu e mamma dovete trovare insieme, ma credo che se fai una battaglia per "esiliarla" dalle tue cose e poter essere più libera, senza tener conto anche di lei e delle sue preoccupazioni sarà una battaglia frustrante e a perdere. È solo quando tutte e due vi sentirete ascoltate e capite nelle vostre esigenze e nei vostri ruoli che potrete trovare delle soluzioni per venirvi incontro!
Potreste decidere, ad esempio, che su alcune cose ti arrangi, dandole però delle sicurezze di fondo che possano rassicurarla che non farai stupidaggini. Oppure potrebbe essere che di alcune cose parlate insieme, che tu cerchi di tenere in considerazione il suo punto di vista, ma che valuti e scegli per conto tuo che fare, assumendoti però poi la responsabilità e le conseguenze della tua scelta...
In ogni caso, i due passaggi fondamentali per modificare la situazione in cui siete sono a mio avviso il dialogo - cioè la possibilità di spiegarsi ma soprattutto la capacità di ascoltare e considerare anche le ragioni dell'altro - e la fiducia - che oltre che concessa deve essere dimostrata come ben riposta. In caso contrario, il rischio è di dovervi rapportare sulla base di controllo e regole imposte da una parte e rifiutate dall'altra...risultato: grandi arrabbiature e ostilità. Io penso che tu possa provare a far girare questo disco in una direzione diversa! In bocca al lupo!

Youngmail

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