Youngmail è una rubrica interattiva tra giovani ed operatori esperti

È un servizio di consulenza gratuito on-line offerto
dai Consultori Familiari dell'ULSS di Vicenza

Come puoi vedere ci sono tanti argomenti di cui puoi parlare: sessualità, contraccezione, rapporti di coppia, con amici, con gli adulti intorno a te, problemi, dubbi o riflessioni personali,...
Scrivendoci potrai chiarire dubbi, ricevere informazioni utili, avere uno spazio di confronto e riflessione ed eventualmente dei consigli.

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Quando esperienze negative fanno perdere fiducia nell'amore (I parte)

04/09/2017: di Seryna, 21 anni

Domanda

Caro Y.M., dalle Medie in poi sono diventata una persona timida, a volte introversa, senza tanti amici, ho perso la spavalderia che mi caratterizzava da piccola. Durante le Superiori amavo molto far ridere i miei compagni di classe, ascoltarli, nel fare battute perdevo un po' di timidezza. Ho sempre vissuto amori "da sola", nel senso che quando mi piaceva qualcuno mi capitava di osservarlo, anche da lontano, e il sentimento quindi si palesava, ma ogni volta erano "due di picche", perchè quei ragazzi non mi volevano, rifiutavano il mio sentimento, a volte mi illudevo da sola, a volte erano solo speranze dentro di me, altre erano loro che m'illudevano. Dopo l'ultimo ragazzo che a 17 anni mi aveva detto di essere interessato, ma dopo 3 giorni di messaggi si era allontanato con una scusa stupida, ho smesso di guardare i ragazzi, mi sono chiusa quasi in una corazza; a questo ha contribuito l'inizio dell'università: non sono una che attacca bottone facilmente. Si è avviata una fase di solitudine,ho fatto molta fatica a stringere amicizie e all'inizio rimpiangevo da matti la mia classe, le mie abitudini.Poi il periodo è passato e mi sono un po'abituata a quei ritmi, a quell'ambiente.Però permaneva il gelo interiore, nessuno che catturasse la mia attenzione, nessuna emozione; il gelo è durato tre anni, finchè l'estate 2016 ho ricominciato a frequentare la pro loco del mio quartiere assieme ai miei genitori.Lì ho conosciuto un ragazzo che chiamerò Marco di 25 anni; all'inizio mi stava un po' antipatico, nel senso che non capivo determinati suoi comportamenti: aveva la morosa, ma dopo neanche due volte che vedeva una signora di 50 anni, la abbracciava senza motivo, la stringeva pesantemente, spesso anche facendo battute maliziose e fuori luogo (avendo loro 30 anni di differenza). Successivamente lui e la morosa si sono lasciati; noi abbiamo iniziato a uscire per caso qualche settimana in agosto ma lui poi si è allontanato; poi a fine settembre ci siamo ritrovati e da lì la frequentazione è diventata più "pesante". Abbiamo dormito assieme, andavo a casa sua, uscivamo tutti i giorni,il gelo che durava da anni ha lentamente iniziato a sciogliersi, lasciando il posto a un estremo desiderio di averlo accanto. Per un mese tutto è andato bene così, l'unico difetto era che io stavo bene, ma poi vedevo delle cose che mi facevano "retrocedere"; lui aveva la mania di abbracciare tutti, specialmente le amiche, tra cui una con cui, a una cena, ha fatto dei gesti che non erano tanto da amici. Nulla di che, però bacetti, carezze ecc...Ha iniziato a frequentare casa mia, avendo già conosciuto i miei al circolo, spesso arrivava a prendermi all'ora di cena e mia mamma lo invitava a fermarsi, ma io le dicevo spesso di evitare, perchè se lui si affezionava sarebbe stata dura, molto dura dopo se le cose fossero andate male.
Una domenica ero pensierosa, lui se n'è accorto, allora gli ho detto che non capivo la sua incoerenza, che non so se siamo amici o cosa, visto che voleva mettere la "quarta"(avere rapporti o comunque preliminari), ancora prima di aver messo la "seconda", che non sapevo se pensava ancora a un'altra, ecc. Lui mi ha risposto che ci stavamo conoscendo ma non era ancora scattata la scintilla.
Gli ho detto:"Mi farò male, non sono innamorata, ma non ti vedo più come all'inizio..."
"Ah sì? Siamo migliori amici?". Io avevo colto la battuta come un'allusione al fatto che le cose erano cambiate, ma pensavo avesse capito, invece...
Intanto lui continuava a dormire posato alle mie ginocchia, ad abbracciarmi, ecc... a comportarsi, insomma, non di sicuro da amico! Lui ha ricominciato a vedersi con la ex, l'ho scoperto per caso,ho atteso 1mese che me lo dicesse,finchè sono sbottata che piuttosto che vedere un'altra che lo stringe preferivo allontanarmi; non mi ha detto nulla, se non che non voleva perdermi.Per tutto il mese successivo ho vissuto in bilico tra sorrisi e lacrime tentando di capire se ero in grado di fare l'amica, cercando di fargli capire che stavo male e lui quando gli dicevo sotto forma di battuta che avevo il cuore spezzato esclamava "Mamma mia..."Non capivo se il suo problema era che voleva ignorare o che essendo stato poco amato dalla mamma, non credeva al bene che gli altri professavano a lui.A gennaio gli ho detto che l'amica non voleva farla e ho smesso di rispondergli al telefono.Ero apatica, ma il guaio è che lui diventava cattivo pur essendo ingenuo, nel senso che se tentavo di fargli presente come stavo o gli dicevo di leggere la lettera che gli avevo scritto per Natale, lui sviava il discorso o addirittura mi chiedeva come stavano i miei, ecc... Era proprio un comportamento da presa in giro, non da semplice "non-corrispondenza amorosa".Gli avevo detto che doveva passarmi e che speravo che per l'estate sarei guarita, addirittura al tempo, temevo che quando sarei "tornata", lui non sarebbe stato più là;certi giorni mi mostravo normale, ma poi piangevo per un pensiero, per la mancanza...era come se non vedessi una luce in fondo al tunnel. Lui mi vedeva, cercava di toccarmi, mi chiedeva di lasciarmi abbracciare;stavo male anche perchè in realtà non gliene fregava nulla neanche come amica, lui voleva fare il gesto istintivo e quello gli bastava.Se anche avevo ricordi belli a settembre/ottobre, lui con il suo comportamento insistente li stava distruggendo.A inizio aprile lui è diventato meno ossessivo;ho scoperto che si era rimesso con l'ex,gli ho detto che poteva anche dirmelo, anche se non ci speravo più. Lui mi ha liquidato: "NON MI HAI PIU' PARLATO NEGLI ULTIMI DUE MESI".Mi son resa conto d'essere stata trattata peggio di quanto pensavo: non seconda scelta, ma ruota di scorta per il periodo da quando si son lasciati a quando lei è tornata; la consapevolezza mi faceva mancare l'aria mentre piangevo, sentivo una sorta di claustrofobia.
A maggio ero arrivata alla fase rancore,spesso mi uscivano battute taglienti che mi mostravano più fredda di com'ero in realtà, mostravano la mia arrabbiatura, il rancore...probabilmente per difendermi.
Oggi mi sono "disamorata",tutti i ragazzi mi sembrano idioti, inadatti, non voglio saperne proprio; mi è passato l'amore per sfinimento, per umiliazione e poi è passato il dolore(in realtà lo vedo poco e se ci parlo è solo di sfuggita).Devo imparare che le cose cambiano, cosa a cui forse non mi abituerò mai (come a fine Superiori). Devo imparare a essere più forte, ma la sensibilità che ho scoperto di avere non mi fa essere una ventenne qualunque che "morto un Papa se ne fa un altro".Sembrerò esagerata con questa storia, ma mi ha segnato molto.Non riesco a capacitarmi di come (in generale parlo) si possa provare affetto per qualcuno, diventare intimi e poi chiuderlo fuori dalla propria vita senza rimpianti (cosa che ho vissuto anche con la mia migliore amica, che mi ha dimenticato dopo almeno 12 anni d'amicizia). Non mi abituerò mai alla superficialità con cui la gente tratta gli altri, ti sostituisce.
Non so che dire,vorrei essere più coraggiosa,meno timida,più fiduciosa,ma la mia autostima (complice i due di picche) è sottoterra. Scusa per il poema....

Risposta

Cara Seryna,
dato che la tua lettera tratta due diversi argomenti, benchè per alcuni aspetti collegati, la dividerò in due parti in modo da poterli affrontare entrambi in risposte dedicate.
La prima parte riguarda i rapporti di coppia (ma da quel che colgo hai ricevuto alcune delusioni anche nell'ambito dell'amicizia). Quel che tu scrivi mi sollecita due riflessioni.
Anzitutto, anche se le esperienze che hai vissuto ti hanno fatto stare male e magari ti è capitato che alcune delusioni si ripetessero, è importante comunque non generalizzare e non perdere la fiducia, pur cercando di imparare il più possibile da quelle esperienze. Ad esempio, considerando che potrebbe esserti utile allenarti a vincere la timidezza con i ragazzi cercando di coltivare amicizie maschili. Questo potrebbe permetterti di prendere confidenza con ragazzi su cui "non è troppo coinvolto il cuore", cosìcchè quando arriverà il lui che ti interessa riuscirai a conoscerlo e ad avvicinarti in modo più sciolto. A "guardare da distante" chi ci piace, infatti, non solo si rischia di "non vederci bene" (magari intravvedendo segnali che in realtà non ci sono o idealizzando persone senza conoscerle davvero) e restare delusi, ma rischia di suscitare anche diffidenza in chi si sente osservato ripetutamente da qualcuno che però "sta sulle sue" e che quindi non si riesce a conoscere gradualmente.
In secondo luogo, per entrare nello specifico dell'esperienza che hai avuto con Marco, credo vada tenuto molto presente un aspetto relativo alla modalità di affrontare e vivere le relazioni: ciascuno di noi sente, esprime e dà valore alle relazioni a proprio modo e questi modi sono spesso diversi. Tuttavia, dato che a ciascuno di noi il proprio modo sembra il più naturale, spesso tendiamo a dare per scontato che gli altri pensino, sentano e si comportino come noi, interpretando comportamenti differenti con i nostri significati, che non è affatto detto però siano quelli dell'altro.
Per scendere nel concreto, da quel che racconti, nel rapporto tra te e Marco, lui ha iniziato ad avere comportamenti, atteggiamenti e presenza nei tuoi riguardi che valicavano la tua idea di amicizia e che quindi hai letto come segnale di interesse e che ciò che lui ti proponeva era "una specie" di rapporto di coppia.
In realtà, da come descrivi questo ragazzo (chiaramente non conoscendolo possiamo solo fare delle ipotesi basandoci sulle tue parole), dà più l'impressione di essere una persona che vive le relazioni in modo fluido, ossia utilizzando comportamenti di avvicinamento ed allontanamento senza che questi però (com'è per te) definiscano il rapporto: abbracciare, appoggiare la testa alle gambe, utilizzare gesti d'affetto, per lui non sembra implicare una retrostante intenzione di "accorciare stabilmente" le distanze o "dichiarare" un desiderio di stare insieme come coppia, ma solo di accorciarle in quel momento o avere uno scambio di affetto o di intimità che si ferma lì. Quando tu in più di una circostanza hai cercato di chiarire bene cosa c'era tra voi, infatti, lui non ti ha mai dato una risposta definita. Tu, rispetto alla tua sensibilità ed al tuo modo di vivere i gesti, hai alla fine interpretato questo comportamento come "presa in giro", ma magari nelle sue intenzioni c'era solo di vivere un rapporto intenso ma senza impegnarsi, mantenendolo nell'ambito di un'amicizia vissuta in modo libero e stando a vedere dove andavano le cose nel tempo. Ci si potrebbe chiedere: è giusto o sbagliato? Credo sia meglio definirlo diverso: diverso da te, da come tu vivi le cose, dalla chiarezza che più spesso i rapporti assumono (amicizia o rapporto di coppia), ma ci sono oggi molte persone che vivono le relazioni in modo "fluido", senza definirle e definirsi. A volte è una scelta, a volte un modo di essere, a volte un modo di gestire delle paure. E' poco rilevante a mio avviso capire le motivazioni nel caso di Marco. Molto più rilevante è tenere bene a mente che, se lui è libero di scegliere come comportarsi e proporsi in un rapporto, tu sei libera di non starci se non ti fa sentire bene e non è "nelle tue corde". L'esperienza vissuta con lui ti può suggerire però che se capisci che "non è nelle tue corde", la prossima volta è meglio chiudere prima, altrimenti più si va avanti più si condivide tempo ed affetto, più aumentano le aspettative e maggiore è la delusione alla fine.
Hai ragione nel dire che le esperienze fatte ti suggeriscono di difenderti; forse però puoi valutare il modo più utile per difenderti: una corazza protegge, ma ti preclude relazioni affettive di cui tutti abbiamo bisogno. Forse ci sono altre strade....e ragazzi diversi! In bocca al lupo!

Youngmail

Aspettare la persona giusta è la "cosa giusta"?

24/05/2017: di lume, 18 anni

Domanda

Caro ym, mi sento come dentro una bolla temporale, estranea alla mia età e alle persone che mi circondano. Ho 18 anni e sono vergine, mai andata oltre al limonare, non bevo ne mi drogo abitualmente. Sento le mie amiche e altre ragazze che parlano di rapporti sessuali, scappatelle e simili, io mi sento scema perché non ho mai fatto nulla di simile. Potrei, ma non lo faccio. Io vorrei una persona fedele e complice, sensibile ma non troppo, che mi sappia comprendere ed amare per quella che sono (sono me stessa, non un involucro vuoto sagomato a modello sociale).. Mi ero presa una cotta per un ragazzo più grande (23 aa) che speravo potesse capire i miei desideri, invece si è rivelato l'ennesimo pezzo di cacca che fa il doppio gioco con più ragazze contemporaneamente. Nel frattempo vedo le mie coetanee farsi la bella vita - o almeno sembra - con ragazzi sempre diversi, mentre io non riesco a legarmi così facilmente. Quindi non capisco chi prende in giro chi, io che mi illudo o loro che si accontentano, o forse entrambe.

Risposta

Cara Lume, la tua lettera è uno sfogo amareggiato, ma è anche un momento di riflessione utile con te stessa, oltre che con noi. Tu parli della tua situazione come frutto di scelte personali importanti (trovare la persona giusta, iniziare un rapporto importante), dietro le quali stanno valori e desideri su cui si vede che hai riflettuto. Potresti anche tu fare la vista che vedi fare ad alcune delle tue coetanee e tu stessa dici che ne avresti le occasioni. Ma è quel che vuoi? Dove ti porterebbe? Ti renderebbe davvero felice? Da come dici, quella "bella vita" non pare essere la risposta a quel che desideri e forse non è nemmeno "da te". Forse il problema sta proprio qui: nel desiderio che tu senti forte, ma a cui manca risposta. E allora è come se ti chiedessi se vale la pena stare ad attenderla, se arriverà una risposta buona, vista anche l'esperienza che ci racconti con il "23enne doppio gioco" o se non ti faccia vivere più leggera fare come le altre coetanee con cui ti paragoni. Tieni conto che di come stanno davvero queste persone forse sappiamo poco...tu vedi la loro erba "più verde" perchè trovano ragazzi, ma è probabile che dentro di loro desiderino esattamente quel che desideri tu e non riescano, come te, a trovarlo.
Capiamo la tua sfiducia e lo scoraggiamento, cara Lume, ma sappi che in giro ci sono anche ragazzi che sentono quel che senti tu e sono alla ricerca di quel che anche tu cerchi. Finora non sei stata molto fortunata, ma non perderti d'animo: mantieni un atteggiamento positivo e aperto, non "tenere il sorriso in tasca" e vedrai che arriverà l'amore che cerchi! Tienici aggiornati!! In bocca al lupo!

Youngmail

Solitudine

18/07/2015: di Sery, 19 anni

Domanda

Caro Youngmail, non sono una persona che si può dire abbia dei problemi, anzi forse non dovrei neanche star qua a lamentarmi, visto che come dice mia mamma:"Ringrazia di avere la salute intanto..."
Però io comunque sento un disagio, e a qualcuno devo pur dirlo...
Ho 19 anni, e come dice il titolo sono "sola", o meglio così è come mi sento. Da piccola ero una persona spavalda, se gli adulti mi davano corda ero in grado di dare risposte taglienti. Alle Medie qualcosa è cambiato, mi sono ritrovata in una classe di persone tra cui i maschi pensavano già a fumare, si sentivano grandi, e le ragazze parlavano già di moda e uscivano con i ragazzi. Io ai ragazzi non ci pensavo, certo provavo delle "simpatie", ma non pensavo al "primo bacio", stavo con altre due ragazzine in gruppo, tanto che gli altri ci chiamavano "Barbie". Ma io sotto sotto davo loro ragione, perchè a differenza loro non volevo mostrarmi grande, non mi ci sentivo.
E poi sono andata alle Superiori, non conoscevo nessuno tranne una ragazza, e i primi mesi sono stati brutti perchè sono timida e la classe era composta da gruppetti in base alla provenienza dalle diverse scuole Medie della provincia. Poi il Professore di Italiano ha fatto uno schema per cambiare i posti, e grazie a ciò mi son trovata in banco con una ragazza molto loquace, e grazie all'amicizia con lei ho conosciuto finalmente gli altri.
Gli anni delle Superiori sono stati molto belli....e mi mancano, strano vero? Il rimpiangerli è un sintomo che dovrebbe arrivare a "metà vita", cioè a quarant'anni, e invece io li rimpiango già ora. Sono successe molte cose, in classe amavo molto fare battute, imitazioni, insomma fare ridere gli altri... Ma dai 15 anni in poi ho iniziato a volere "di più", insomma un ragazzo accanto, e così ho avuto diverse cotte, tutte finite male, sempre non corrisposta, illusioni, autostima sotto zero, eccetera eccetera... Non dico sia diventata un'ossessione, ma quasi, tutte le mie compagne di classe erano felici accanto a qualcuno, tutte avevano storie, io no; ero la "diversa", ma quella che contemporaneamente soffriva di più per amore. Ho iniziato a provare una sottile repulsione per le "coppiette", se due per strada camminano per mano, io stringo i pugni, e se si baciano, peggio ancora, distolgo lo sguardo di colpo. Lo so, tutti dicono che "lui arriverà", ma io sono stanca, stanca.... non puoi immaginarti cosa significhi per me essere stata rifiutata per anni, e non lo possono immaginare neanche quelli che ripetono questa frase di continuo. E questo è il primo fattore di "solitudine".
Il secondo riguarda l'amicizia; io ho avuto una migliore amica per circa 12 anni, i genitori lavoravano assieme e noi abbiamo passato anni bellissimi tra giochi e risate. Poi lei in 2^superiore mi ha piantato in asso, accampando la scusa che la trascuravo per stare con un'altra, ecc.... Il fatto è che a volte a essere buoni, a volte, crescono i problemi. Insomma, a me è sembrata una scusa bella e buona, buttare un'amicizia longeva così...
Le ragazze di classe mia le consideravo amiche, insomma credo di averglielo anche dimostrato, ma a quanto pare non erano dello stesso parere.
Ho terminato scuola a giugno 2014 e in un anno le ho sentite pochissimo; alcune le incontravo per caso all'università, una mi ha invitato al suo compleanno e un'altra a casa sua...ma per il resto non esco tanto. L'unica ragazza con cui esco è una che conosco da anni e abita poco distante da casa mia...ma così è un po' riduttivo e costrittivo,no? Insomma esco poco, non vado mai in discoteca, o altro, e se lei non può io devo rinunciare. Ok, qualcuno potrebbe dire che è anche colpa mia, che non scrivo un messaggio a qualcuna delle ex compagne per chiederle di uscire, mail fatto è che mi sembra sempre di "disturbare", forse è per il mio carattere discreto, non so...
Sono particolare, se sento o vedo un litigio, di qualunque tipo mi sale una sorta di disagio nello stomaco, ed è lo stesso di quando devo fare qualcosa che preferirei non fare, e anche quando i miei per qualche motivo litigano succede. Mio papà è abbastanza fumantino, e sebbene alzi la voce e poi gli passi, il disagio arriva e mi condiziona. Per questo a volte vorrei avere qualcuno che mi portasse fuori, per uscire da questo stato. Sono sempre stata abbastanza vicino ai miei, inoltre abito in un cortile composto da quattro case, tra cui mia nonna e mio zio; quest'ultimo non avendo figli si è sempre "appoggiato" su di me e mio fratello, cercando di schiacciarci un po' sotto una campana di vetro, per questo sono diventata molto prudente in tutti i sensi.
A volte mi sento soffocare per questa "comune" che mi impedisce di dire "Beh domani parto e vado quattro giorni a Roma"; a proposito di ciò, tempo fa avevo valutato l'ipotesi di andare a studiare proprio in questa città, ma purtroppo i dubbi, la paura, sono sempre più forti dei desideri, almeno nelle persone come me, è un contrasto tra la voglia di evasione da genitori, zio, solitudine, ecc e la paura dello "sconosciuto"
A ottobre ho iniziato l'università e questo è il terzo fattore di solitudine, all'inizio ho pianto per giorni, non conoscevo nessuno, e non vedevo "luce" in fondo al tunnel, perchè mentre in 1^superiore mi sentivo sperduta ma ero "sicura" che prima o poi avrei fatto amicizia, visto che con gli altri avremmo dovuto passar 5 anni assieme, qui è stato tutto diverso. Lì o fai amicizia i primi giorni o è tutto più difficile. Sono rimasta sola per molto, poi ho conosciuto una ragazza e le ho chiesto se potevo stare con lei, ma mi ha risposto che aveva già il suo gruppo, che io sognavo l'amicizia "singola" ma all'università non è possibile..ecc.. Capisci ora perchè io ho paura di "disturbare"?! Perchè quando esco dalla timidezza e cerco di avvicinarmi, prendo due di picche (anche in amicizia). Alla fine ho conosciuto un'altra Alice e mi ha detto che avrei potuto star con lei, con il suo gruppetto, e così è stato per circa un mese e mezzo, io e lei avevamo corsi assieme con ore di pausa in mezzo, e quindi restavamo sole ed era simpatica; poi il secondo semestre avevamo solo due corsi in comune, ed io ho conosciuto un'altra ragazza (anche lei era sola) e siamo state assieme molti mesi. Per la mia solita sfortuna, questa ragazza cambierà facoltà e quindi mi ritroverò di nuovo punto e a capo; di stare con Alice non so, perchè lei è più "veloce" a fare amicizie e prima di me aveva conosciuto molte persone, e le ultime volte che ci siamo visto non è che mi abbia calcolato più di tanto... mi sono sentita un peso, a differenza di quando eravamo sole io e lei ed era più amichevole.
Insomma, questa sono io, e mi sento sola...Non so se potrai aiutarmi, ma almeno mi son sfogata con qualcuno (Sono una che si tiene dentro parecchio le cose che ha nel cuore).

Risposta

Cara Sery, il tuo mi pare un racconto dei cicli...in fondo la vita è un pò così, no? Come un libro fatto di capitoli che, per quanto appassionanti, prima o poi terminano per lasciar spazio ad un nuovo capitolo...e così la storia va avanti. Certo, come nei migliori romanzi, alcuni personaggi attraversano più capitoli. Ecco, quello per cui tu mi sembri soffrire è proprio il chiudersi di rapporti, faticosamente iniziati, che spesso leggi come un rifiuto. Quando siamo timidi viene più facile cercare rapporti 1;1, piuttosto che rapporti di gruppo: ci si sente più liberi di parlare, si è meno in difficoltà, si ha un punto di riferimento. Tuttavia, questo crea un rischio maggiore di trovarsi soli e dover ricominciare. Quindi, un primo piccolo consiglio è quello di "esercitarti" un pò ad esporti anche in gruppo, di accogliere anche più rapporti meno approfonditi, più che cercare l'amicizia esclusiva che ti fa star bene fino a che c'è, ma poi...
Altra riflessione che ti proporrei è la distinzione tra il desiderare compagnia (esigenza assolutamente fisiologica della nostra natura umana) e il far fatica a stare con te stessa. La solitudine è il sentirti sola per mancanza di amicizie o il far fatica a star bene con te stessa? Se ti accorgi che anche quest'ultimo aspetto gioca un ruolo, forse potresti cominciare a fare delle cose molto piacevoli anche da sola per "coltivare" un buon rapporto con te.
Per quanto riguarda i rapporti di coppia: certo, desiderare molto qualcosa che manca e vederlo intorno può far "venire l'allergia" che chiamata propriamente sarebbe invidia, amarezza. Comprensibile, se non per il fatto che più ci si concentra su questi sentimenti, più è facile coltivare pensieri negativi (sentirsi sfortunati) e più si rischia di creare un circolo vizioso che tiene lontane eventuali occasioni. ? possibile che proprio nel momento in cui sei concentrata su altro e non ci pensi...arrivi la tua occasione. Se il tuo disagio o malessere dovesse essere forte e avessi bisogno di uno spazio psicologico, vieni a trovarci al consultorio più vicino (trovi tutte le indicazioni al link "Indirizzi utili" del sito)...
In bocca al lupo!

Youngmail

Occasioni...sfumate

14/02/2012: di Laura, 16 anni

Domanda

Salve a tutti! Sono Laura e ho 16 anni e ho un problema..non ritengo di essere un gran che ma in questi ultimi anni ci sono molti ragazzi ai miei piedi che però fatalità quando anch'io inizio a piacere a loro la magia svanisce! Ma perchè mi succede così? È normale o devo iniziare a preoccuparmi? E come potrei fare perchè questa cosa finisca? Vi prego aiutatemiiii! Ho paura che a ogni ragazzo che si farà avanti anche in futuro io continuo a comportarmi così e rimarro single a vita! Aiutooo! Grazie in anticipo :)

Risposta

Cara Laura, che significa che "la magia svanisce"?
Che il ragazzo in questione perde interesse per te quando comincia a piacerti? Che dopo un pò non vi interessate più? Capire cosa succede in quella fase, ti può forse aiutare a far chiarezza su "cosa non ha girato" in quelle circostanze.
D'altro canto ritengo sia anche importante che tu non entri in una specie di circolo vizioso dove il timore che questa cosa ricapiti fa sì che si crei un'aspettativa negativa, la quale può influire molto su come vanno poi le cose...un pò come se aspettandoti che le cose non funzionino, inconsapevolmente mettessi in atto atteggiamenti o comportamenti che rischiano di non farla funzionare. Mantenere un pensiero positivo e cercare di pensare che il fatto che "la magia è svanita" in alcuni casi, non significa che sia la regola, che debba sempre succedere così, può essere importante.. Ad esempio, pensare che "resterai single a vita se continua così" è un pensiero piuttosto catastrofico che non aiuta. Pensare invece che hai 16 anni, alcune occasioni non sono andate, ma ciò non significa che non possa capitarti a breve l'occasione "giusta"..e chiederti che cosa di diverso puoi fare rispetto alle precedenti volte in quel caso, è un pensiero più costruttivo.
Se senti che fai molta fatica a rivedere questa prospettiva, o se desideri un aiuto per capire meglio che è successo nelle situazioni in cui non ha funzionato o il tuo comportamento e le motivazioni di fondo, puoi rivolgerti allo Spazio Giovani del Consultorio e chiedere di fare qualche colloquio psicologico per mettere a fuoco la difficoltà (trovi tutte le indicazioni e i recapiti del Consultorio della tua zona sul link "indirizzi utili" del sito).
In bocca al lupo!

Youngmail

Paura di innamorarmi e soffrire...

13/12/2011: di davide, 15 anni

Domanda

Salve ym, ho un problema che porto avanti dalla terza media, 13 anni. A quell'età una persona non capisce niente di che cos'è l'amore, ci si mette assieme ad una persona dicendo paroloni come "ti amo";"per sempre" ecc. Bene, il mio problema inizia qui. In terza media sono stato assieme ad una ragazza per solo due settimane. In queste settiamane non mi riconoscevo più, piangevo perchè mi mancava,a volte non volevo neanche mangiare. Avevo quindi un attaccamento morboso verso di lei, senza che questa sapesse tutto ciò. Ok, dopo queste due settimane mi ha lasciato, sono rimasto mortificato, una parte di me non c'era più. Insomma, dopo un po grazie all'aiuto di amici sono riuscito a riprendermi ma adesso vedo i risultati. Voglio avere una nuova relazione ma ho paura, dentro di me c'è come un blocco interno che non mi fà proseguire, ho paura di un domani, di quando ci "lasceremo" perchè non credo ad un amore eterno già a questa età. Come posso fare per superare questo mio enorme problema? Grazie per una tua eventuale risposta.

Risposta

Caro Davide, quello che tu racconti è il modo in cui hai vissuto l'innamoramento quando ne hai avuto l'occasione. Alcuni di noi, a volte, tendono a trasformare l'innamoramento in dipendenza affettiva...qual'è la differenza? Da fuori può essere un pò difficile distinguere, è quello che viviamo dentro che ci permette di discriminare. Alcuni esempi: l'innamoramento fa stare prevalentemente bene, la dipendenza porta con sè spesso l'angoscia di perdere l'altra persona, da cui il bisogno di star sempre con lei e una gelosia talvolta eccessiva; l'innamoramento non ci chiede di rinunciare ai nostri spazi personali (amici, hobby, attività) o almeno non del tutto; la dipendenza ci porterebbe a considerare ogni nostra cosa irrilevante rispetto alla possibilità di passare ogni minuto con la persona amata. L'innamoramento ci porta ad essere felici, la dipendenza a ricercare la sicurezza (essere certo che lei mi vuol bene, che non mi lascia...dubbi che in realtà tendono a tornare facilmente quando non siamo frequentemente rassicurati dal partner). L'innamoramento porta a sentire che quando c'è l'altra persona è come se ci fosse sempre il sole; la dipendenza invece dà la sensazione che se l'altra persona non ci fosse più, la nostra vita non avrebbe molto senso o "sapore"...
Da cosa nasce la dipendenza affettiva? Spesso è la conseguenza di un'insicurezza interiore, che ci porta a cercare nell'altro un appoggio importante, facendolo diventare una specie di "stampella" senza la quale facciamo fatica a "camminare da soli".
Detto tutto ciò, non so se rispetto alla tua esperienza ti ritrovi più nell'innamoramento o nella dipendenza..credo anche che una storia di 2 settimane, per quanto importante, non possa costituire una risposta sicura... E decidere di innamorarsi di qualcuno ha sempre come "clausula implicita" accettare di correre il rischio di soffrire e/o che la storia termini, per tutti..
Ora, per te, accanto alla paura, c'è il desiderio di vivere una nuova storia. Visto che hai elaborato ciò che ti è successo la scorsa volta e sapresti eventualmente riconoscere qualora ti trovassi a provare le stesse cose e si trattasse di dipendenza più che di innamoramento, ti consiglierei, se mai così fosse, di parlarne con qualcuno di esperto per capire come trovare un pò più di sicurezza in te...e un po più di serenità nelle relazioni di coppia! Ciao!

Youngmail

Primo rapporto completo e dubbi

08/12/2011: di Davide, 15 anni

Domanda

Ciao ym, visto il fatto che sono ancora vergine, i miei amici mi stanno spingendo ad avere un rapporto completo con una persona che tutto sommato trovo carina. La cosa mi piace, però essendo la prima volta sono inesperto. Che consigli mi puoi dare per non fare "cilecca" e per non rischiare di prendere malattie / farla rimanere incinta?

Risposta

Caro Davide, perchè una cosa bella come iniziare a vivere la sessualità deve essere "spinta" dagli amici, che si permettono pure di individuare una "possibile preda" "tutto sommato carina"?
....non avremo mica una "data di scadenza" entro la quale dobbiamo avere il primo rapporto, vero? ...altrimenti, se siamo ancora vergini a quell'età, che ci succede? ...a me, messa così, sembra un pò triste...
Se fossi in te cercherei di zittire gli amici (almeno nella testa, se non è possibile nella realtà) e capire cosa desidero io...fare l'amore, specialmente la prima volta, non dovrebbe essere una "prestazione" che va fatta, per dire che "l'ho fatto e quindi sono grande anch'io" o "non sono diverso". ...in questa faccenda, sembrano più centrali i tuoi amici che la ragazza in questione! Vissuta in questo modo sembra più una specie di prova che per forza porta con sè preoccupazione e ansia per l'inesperienza!
Di fatto, tutti la prima volta siamo inesperti, perchè per quante informazioni possiamo avere, è un'esperienza che non abbiamo mai fatto prima.
Ma a te, che piacerebbe ricordare un domani della tua prima volta? Non ti piacerebbe pensare che eri molto innamorato di una ragazza e che lei lo era di te e che è stata una prima volta che ti ha fatto sentire bene, che non ti sei troppo preoccupato di "far cilecca" perchè troppo preso da lei e dalla situazione? ...e, in effetti, essere molto innamorati è uno degli ottimi "antidoti" a questo "rischio", sia perchè quando siamo innamorati siamo molto attratti, sia perchè vivere la sessualità con una persona che si conosce anche per altri aspetti e con cui si è legati da affetto e confidenza - per cui ci si sente a proprio agio - crea meno "ansia da prestazione" che avere un rapporto occasionale...
Per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili, questo è un rischio concreto quando abbiamo rapporti con persone che non conosciamo bene. Sarebbe sempre buona cosa conoscere i trascorsi sessuali dei partner che abbiamo. In ogni caso, un uso corretto del preservativo è l'unico modo per proteggersi dal rischio di contagio, così come dalle gravidanze indesiderate. Uso corretto significa accertarsi che sia integro e mai sottoposto a fonti di calore o lacerazioni (tipo graffi), "indossarlo" tenendo il serbatoio ben chiuso con due dita in modo che non si riempia di aria e utilizzarlo sin dall'inizio del rapporto, avendo l'attenzione che non si sfili alla fine.
Ciao!

Youngmail

Perchè mi vado a complicare la vita?

06/09/2011: di vita complicata, 17 anni

Domanda

Inizio proprio con questo titolo perchè mi vado a complicare la vita?solo a me succede..ora vi racconto sono insieme a un ragazzo da 3 anni ci siamo lasciati ieri perchè io non mi sentivo più importante per lui non avevo più attenzioni non c'era più l'amore tra noi...questo lo capito quando la settimana scorsa sono stata in vacanza con le mie amiche continuavo ad avere attenzioni ercavano e mi dicevano che ero bella in tante persone questo mi faceva stare bene e però allo stesso momento stavo male perchè il mio ragazzo non mi ha mai fatto sentire cosi..però comunque ora che ci siamo lasciati continuo a pensare a lui non mi rendo ancora conto di non averlo più non riesco a dire ai miei quello che è successo..questo cosa vuodire?non mi interessa di lui o voglio continuare a stare insieme?le mie amiche mi hanno continuato a dire di finirla che posso finalmente avere una mia vita che sono bella simpatica non mi devo fare problemi ma io non so cosa fare mi aiutate?inoltre nella mia vita complicata soprattutto dopo aver passato la settimana con i miei amici tra questi c'è un ragazzo è bello simpatico mi attira sinceramente e da quello che ho capito lui mi "sbava dietro"...cosa devo fare? io comunque non vorrei niente adesso ho troppa confusione in testa poi non so se resisterei a vederlo ogni giorno visto che siamo in classe insieme e un'altra cosa non so se ho voglia di riniziare un altra storia da capo...per poi magari trovarmi nella stessa situazione di adesso...riuscite ad aiutarmi?grazie

Risposta

Cara amica, ci hai mai pensato? A volte è proprio il fatto che sia complicata che rende la vita "ricca"! La tua lettera parla anzitutto di una confusione che forse merita un pò di tempo per essere chiarita.
Nessuno - nè noi, nè le tue amiche, nè nessun altro - può dirti quale sia la scelta migliore per te. Sta solo a te decidere quale "sentiero" imboccare, sapendo che le decisioni è solitamente meglio prenderle non troppo impulsivamente e con uno sguardo un pò "strabico", cioè tenendo conto sì dei sentimenti e delle sensazioni presenti, ma pensando un pò anche al futuro (tra una settimana? tra un mese?) per non rischiare di pentirti di esserti buttata in una strada senza pensare alle conseguenze dopo un pò...ad esempio, se ora torni con il tuo ex probabilmente perdi l'occasione con la nuova simpatia o viceversa se scegli di provare ad approfondire i rapporti con questo compagno che ti attrae puoi perdere la possibilità di tornare con il tuo ex...come ti fa sentire ciascuna di queste alternative oggi? E come immagini questa scelta fra 2 settimane o un mese?
Dal momento che mi pare tu faccia molta fatica a capire cosa vuoi (il tuo ex, un nuovo ragazzo che ti attrae o un periodo di tempo per rielaborare la fine di una storia lunga e "guarire" le ferite?), se ti viene da rispondere "non lo so, non capisco, non ne ho la minima idea", significa che probabilmente la confusione è ancora troppa. In questo caso sarebbe meglio aspettare che "la nebbia si alzi un pò". Permettimi comunque alcune riflessioni rispetto a quanto scrivi che potrebbero aiutarti: anzitutto penso che rischi di essere fuorviante paragonare le attenzioni che si possono ricevere da un "moroso storico" con le "attenzioni nuove": sono due cose diverse. Metterle sullo stesso piano alimenta la confusione. Certamente essere notate e apprezzate fa molto piacere, specialmente quando ci sentiamo un pò trascurate nella nostra quotidianità, ma chi ti dice che questi ragazzi, una volta diventati il tuo ragazzo dopo un pò non smetterebbero di darti attenzione?
Ancora, tu parli molto dei ragazzi che ti sono intorno come se il darti attenzioni e complimenti o lo "sbavarti dietro" fossero per te delle conferme estremamente importanti. Ma se la tua autostima, la tua considerazione di te e di quanto vali ha così "sete" di riconoscimento rischi anche di essere vulnerabile alle sofferenze perchè fai dipendere dagli altri e dal loro atteggiamento nei tuoi riguardi il tuo senso di valere...non varrebbe piuttosto la pena di coltivare un pò il rapporto con te stessa? di provare a piacerti e a darti attenzioni tu per prima?
Infine, tu dai voce ad una paura molto importante: "e se dovessi mettermi con un altro ragazzo e le cose dovessero finire proprio come ora nuovamente?" In questa domanda che ti poni io vedo una grande occasione di crescita per te. Nessuno ti dà la garanzia che una nuova relazione d'amore "non avrà data di scadenza", ma il fatto che una relazione si sia chiusa, oltre a farci soffrire o arrabbiare, ci può dare anche la possibilità di vedere come siamo noi in coppia, di cosa abbiamo bisogno, quali errori tendiamo a commettere o abbiamo commesso con una certa persona...e provare a riflettere su questi aspetti è utilissimo sia per conoscere noi stessi sia perchè una nuova storia inizi in modo diverso dalla precedente...perchè noi anzitutto ci poniamo in modo differente! Qualunque scelta farai ti auguro davvero buona fortuna! Ciao!

Youngmail

Tra l'ex che promette di cambiare e un nuovo ragazzo: che fare?

06/09/2011: di Serena, 17 anni

Domanda

Salve ym, vi scrivo perche' sono abbastanza incasinata e vorrei sfogarmi con qualcuno.Allora vi spiego;
Per 2 anni ho avuto una storia a distanza e all'inizio le cose erano meravigliose,era stupendo stare insieme. Con lui ho perso la mia verginita',dopo di che il nostro rapporto e' cambiato,lui mi isolava e faceva un po' i suoi comodi. Durante la sua "assenza" io ho conosciuto un'altro ragazzo, che ha iniziato a piacermi e con l'altro ho voluto rompere..lui mi ha cercata, ha continuato a dirmi che per me cambiera' e che non mi vuole perdere. Solo che io non so piu che fare, fidarmi oppure iniziare una nuova storia con un ragazzo piu vicino..?? Grazie!

Risposta

Cara Serena, direi che più che una questione di fiducia è una questione di sentimenti... Cosa provi ancora per il tuo ex, al di là dei cambiamenti che può o meno fare?
In secondo luogo trovo un pò rischioso basare la ripresa di una storia solo su una promessa di cambiamento futuro... Intanto perchè i cambiamenti personali fatti per non perdere un'altra persona rischiano di essere poco profondi. Già è difficile cambiare per se stessi...ma almeno in quel caso il cambiamento è legato ad una convinzione propria, ma cambiare perchè un altro te lo chiede...non mi sembrerebbe nemmeno giusto. Quindi, il consiglio è di capire se il tuo ragazzo intende cambiare gli atteggiamenti che tu gli critichi, al di là di te, cioè se ritiene anche lui di aver avuto questi comportamenti, se li ritiene non corretti e se si propone di cambiare perchè non si piace così o solo per non perderti...
Per quanto riguarda il "nuovo" ragazzo, considera che, se da un lato la vicinanza potrebbe rendere la storia più solida, grazie anche alla maggiore possibilità di vedersi e dialogare, dall'altro stai paragonando una storia lunga ad una in fase di innamoramento iniziale...questo confronto a volte può essere fuorviante... Qualunque sia la tua scelta, credo sia opportuno che metti sempre in conto che l'inizio di una storia, l'innamoramento, le attenzioni iniziali, sono comunque destinate a trasformarsi in una quotidianità magari meno entusiasmante o carica di attrazione, mai appagante al 100% (ormai noi donne abbiamo capito che il principe azzurro delle favole non esiste, no?!), ma più stabile...
Ciao!

Youngmail

Voglia d'amore e...pregiudizi

21/01/2011: di Minnie, 16 anni

Domanda

Salve youngmail, sono una ragazza meridionale, che ben 3 anni e mezzo fa si è trasferita qui in Veneto per problemi di lavoro. I primi periodi sono stati veramente difficili, facevo fatica a integrarmi a fare nuove conoscenze, tutti mi vedevano come la "terrona". Non facevano altro che prendermi in giro per il mio accento, per i miei modi di fare, e io ci rimanevo molto male.
Cambiai tutte le mie abitudini,restavo sempre in casa, non avevo amici...anzi, gli unici amici che avevo erano a 700 km di distanza e anche questo mi rendeva ancora più difficile trovarmene degli altri. Passarono gli anni e oggi tutto è diverso, non mi importa più di quello che pensa la gente di me, sono rimasta me stessa. Perchè dovrei cambare le mie origini solamente perchè a qualcuno non piacciono??..ora ho due splendide amiche che mi sono sempre accanto...esco spesso, ecc...ma molto spesso capitano i momenti di solitudine, nessuno che mi cerca, che mi dia importanza e un mio difetto è rimanerci male anche per queste piccole cose.
Volevo chiedervi, siccome ho questo problema con la lontananza..come potrei gestire una relazione a distanza? fino ad ora non ci sono mai riuscita...è sempre finita male per vari motivi...ma alcune persone dicono che è meglio lasciar perdere e che dovrei trovarmi un ragazzo del nord..ma io non ci riesco, anche perchè mi affeziono sempre a persone del mio paese meridionale. Come potrei fare?
Grazie in anticipo :)

Risposta

Cara Minnie, avere un rapporto a distanza in effetti è complicato in generale. Credo che a 16 anni lo sia ancora di più, perchè è una fase di vita in cui si sente davvero il bisogno di una vicinanza fisica, di una condivisione di quotidianità ed esperienze che a fatica si può avere solo "raccontandosi" le cose x telefono, mail o sms. Mi verrebbe da dirti che così come tu, al tuo arrivo a Vicenza, sei stata vittima di pregiudizi altrui, così ora parti dal pregiudizio che sia difficile trovare qui il ragazzo per te..e se già parti con quest'idea dai e ti dai poche chance per far andare le cose diversamente! Dalla storia che mi hai raccontato mi sembra di cogliere che non sei una che si abbatte o si arrende, ma anzi, che in qualche modo riesce a cogliere le situazioni difficili come una sfida per cambiare la vita in positivo: oggi esci spesso e hai degli amici, cosa che forse il primo giorno che sei arrivata qui non avresti detto possibile...perchè non usi quella determinazione anche in questo frangente, sfidando un pò i tuoi pregiudizi? Che poi non è detto che tu non possa conoscere qualche ragazzo che abita qui con una storia di trasferimento dal sud al nord simile alla tua, no? Auguri!

Youngmail

Amore e primo bacio

14/10/2010: di SeRy_**, 15 anni

Domanda

Caro Youngmail, ho appena finito il tentativo di dimenticare un ragazzo per cui sono stata cotta 7 mesi.
Adesso mi sento vuota e spenta, perchè prima mi pareva di avere un quasi idolo a cui dedicare le poesie e il mio cuore, mentre adesso non ho nessuno.
Ho ripensato al fatto che io non ho mai baciato, e mi manca un ragazzo da vivere insomma.
Quando capiterà l'occasione, non so se sarò in grado di baciare però o se sarò impacciata...

Risposta

Cara SeRy, il desiderio di qualcuno da amare può essere una cosa bellissima se si è corrisposti, o struggente se è un innamoramento non ricambiato...ma io credo che si possa chiamare in ogni caso amore: anche se non sei riuscita a vivere una storia con il ragazzo che ti piaceva, tu hai comunque messo il tuo cuore, le tue energie, i tuoi pensieri, i tuoi sogni in quel sentimento...probabilmente però concentrandoti su di lui, hai perso di vista te e quanto bella fossi tu nella poesia di questo innamoramento. Pensa un pò: se un ragazzo si innamorasse di te come tu lo sei stata di questo ragazzo, non la troveresti una cosa meravigliosa? Quel che cerco di dirti è che innamorarsi è bello, ma non dovrebbe mai "svuotarci", farci vivere per l'altro al punto da sentirsi spenta se l'altro non c'è, perchè questo rischia di essere l'anticamera della dipendenza e di una stima di sè un pò zoppicante. Quindi, il consiglio che ti darei è di innamorarti un pò anche di te, di vedere le tue cose belle, di prenderti cura di te, come avresti fatto con quel ragazzo...se riuscirai ad apprezzarti, tutto il resto verrà naturale..lo stare bene con te stessa e l'essere innamorata guideranno i tuoi gesti. E poi, credi, più che la "tecnica" del baciare contano le emozioni e i sentimenti che accompagneranno quel bacio. Quindi, non ti preoccupare, impacciata o meno riuscirai a baciare quando sarà il momento giusto..e a goderti quel bacio. Ciao!

Youngmail

Storia seria

10/05/2010: di Pamy, 13 anni

Domanda

Per Pamy

Risposta

Cara Pamy, la tua lettera parla di un problema davvero troppo delicato perchè una risposta in rubrica possa esserti di qualche aiuto. Se desideri davvero capire e affrontare la difficoltà di cui parli, ti consiglierei di venire in consultorio. Troverai tutte le indicazioni nel link del sito "indirizzi utili". Se vuoi, ti aspettiamo. Ciao!

Youngmail

Tra due fuochi...

10/05/2010: di Annina, 16 anni

Domanda

Caro youngmail, mi sto rendendo conto di quanto la mente, i pensieri, il subconscio siano terribilmente potenti, altrimenti non sarei qui a scrivervi. Ho sedici anni, e per la prima volta in tutta la mia vita, da due mesi e mezzo anche un ragazzo. È un po' più grande di me, frequenta la mia scuola, e gli voglio davvero bene. Il punto è che ultimamente, causa vari motivi, ci vediamo veramente poco, anche a scuola per dire: abbiamo orari diversi, magari due chiacchiere per i corrdoi e fine. E a me, un po' perchè sono leggermente insoddisfatta, è ritornato in mente un ragazzo di cui sono stata innamorata tre anni. Non che fosse perfetto, ma noi due insieme, con i nostri difetti lo eravamo. Non mi sono mai dichiarata, ma credevo veramente, che quando sarei stata pronta a mettermi realmente con qualcuno, quel qualcuno sarebbe stato lui. Forse gli piacevo. Ma nessuno dei due è mai andato oltre alle fantasie, e a me stava bene così. Speravo che fosse il tempo a far cambiare lentamente le cose. Invece sul più bello, ho conosciuto il mio attuale ragazzo, mi sono innamorata, e poi ci siamo messi insieme, ma non è stata una cosa affrettata, io ci ho pensato tanto, lui mi ha dato il tempo. Adesso però, comincio a fare confronti del tipo "se fossi con quell'altro ragazzo, di cui sono stata tanto innamorata, le cose non sarebbero così, lui non direbbe questo e quest'altro, lui farebbe, lui sarebbe" eccetera eccetera. Non mi sembra giusto nei confronti del mio ragazzo che a me venga da pensare ancora a quell'altro. Ma è il mio istinto, ed è fortissimo. Mi rendo conto che il mio problema potrebbe essere risolto facilmente: io potrei lasciare il mio ragazzo, per dire. Però non mi va. Anche questa volta spero che il tempo possa risolvere gran parte dei problemi, in fondo due mesi e mezzo sono pochi, confronto quei lunghi tre anni, anche se per nulla concreti. E poi forse, potreste dire voi, tutta quella magnificenza, quel carattere idilliaco dell'altro ragazzo l'ho solo creato io nella mia mente. Meglio forse rimanere con il mio di adesso, a cui trovo aspetti che non mi piacciono solo perchè lui è veramente concreto, sta con me in carne ed ossa. Però...
Un consiglio per favore, vi ringrazio tanto.

Risposta

Cara Annina, dalla tua lettera non riesco a capire se il ragazzo che ti è piaciuto x tre anni ha un interesse per te oppure no..perchè se lui è così meraviglioso solo nelle tue fantasie, ma nella realtà non sarebbe disponibile, forse tu stai immaginando un ideale che sia opposto ad una quotidianità che vivi come insoddisfacente e frustrante, ma che non è detto si trasformerebbe in realtà se veramente fossi insieme a lui!
E proprio da questo ti consiglierei di partire: dal chiederti se quello che stai provando, questo "ritorno di fiamma", sia legato più al non aver in fondo mai dimenticato un amore per te importante o più alla delusione e alla sensazione di essere trascurata che stai provando nella relazione attuale.
Credo ti possa aiutare provare a capirti, ascoltare le tue sensazioni. Ti consiglierei di prendere un foglio bianco e scriverci tutto ciò che provi e senti al riguardo. Anche cose apparentemente in contrasto...tutto quello che ti si "agita dentro" rispetto a te e alle relazioni di coppia, rispetto ai tuoi sentimenti per il tuo ragazzo e la vostra storia e rispetto all'altra persona. Poi, lascia lo scritto "depositare", senza rileggerlo per qualche giorno. Rileggilo successivamente, eventualmente aggiungendo nuove cose che dovessi sentire o capire al riguardo.
Credo che questo ti aiuti a capire ciò che vuoi davvero, ciò che senti andar bene per te..
Se capissi che la storia che stai vivendo non è quella giusta per te, penso dovresti provare a spiegarlo al tuo ragazzo e vedere se si tratta di "far crescere" il vostro rapporto - nel senso di cambiare alcune cose x stare meglio insieme - o chiudere la vostra relazione, al di là della "percorribilità" del rapporto con l'altro ragazzo. Forse non si tratta di pensarla come "con quale dei due vuoi stare", ma come stai con il tuo ragazzo attuale e se la vostra storia ha oppure no un futuro e poi - eventualmente - come rapportarti all'altro ragazzo..cioè, considerare le due persone e i tuoi sentimenti nei loro riguardi separatamente, non a confronto...
Se ti va, facci sapere com'è andata! In bocca al lupo, ciao!

Youngmail

Non ho ancora avuto un ragazzo!

24/08/2009: di Fede, 17 anni

Domanda

Cara youngmail, quasi tutte le mie amiche sono fidanzate, io invece sto per compiere diciotto anni e non ho mai avuto un fidanzato! Pensa che non sono mai uscita con nessuno, non ho mai dato neanche un bacio. Non che sia brutta o poco socievole, è solo che forse non ho mai trovato la persona giusta. Ora ho paura, perchè provo un po' di vergogna ad ammettere con i ragazzi la realtà, ma non mi piace neanche mentire, ma neanche la figura dell'impacciata che non ha mai dato un bacio in vita sua... Lo so che non dovrei preoccuparmi di queste cose, ma cosa ci posso fare? Ormai è diventato un chiodo fisso...
Vorrei un consiglio, ciao
grazie.

Risposta

Cara Fede, per tutti c'è un primo bacio...questo significa che per tutti c'è l'emozione del momento, l'innamoramento e la paura di non essere capaci...ma poi tutti superano quel momento senza particolari traumi. E non c'è un'età giusta, o una "data di scadenza per il primo bacio". Quel che voglio dire è che davvero non è il caso di vivere il fatto di non aver ancora baciato nessuno come un' "imbranatura": semplicemente è un'esperienza che ancora non hai fatto e che immagino tu abbia voglia di vivere e che ti auguro di vivere... Non è necessariamente la 'pratica' che rende bello un bacio: credo che in primo piano ci sia il sentimento, l'attrazione, il feeling che può scattare con l'altro, ...
E poi, scusa, ma che bisogno c'è di andare a raccontare in giro quanti e che baci si sono dati in precedenza? ....semmai ne parlerai con il ragazzo con cui starai e magari, che ne sai, potrebbe sentirsi lusingato di essere il primo.
Se fossi in te cercherei piuttosto di concentrare le energie a guardarmi intorno, a capire se c'è qualcuno che può sembrare interessante, a coltivare pensieri positivi e ad alimentare la mia autostima...sì perchè altrimenti rischi che un'esperienza ancora non fatta, che magari ti aspetta 'dietro l'angolo' e può essere bellissima, pesi sulla tua considerazione di te e magari ti faccia perdere delle 'belle occasioni'!! In bocca al lupo! Ciao!

Youngmail

Legami

14/07/2009: di nick, 17 anni

Domanda

ciao ym:)ho bisogno di aiuto..cioè..allora sono un ragazzo che attacca facilmente bottone con le persone,giovani adulti uomini o donne, però non riesco a dargli mai la mia fiducia completa..ho gli stessi fantastici amici da una vita,ma con le raga non riesco ad avere una relazione duratura x causa mia..vorrei capire se riuscite a capire cm devo fare x abbattere qst muro..grazie

Risposta

Caro Nick, se ho capito bene mi pare che tu senta di "funzionare" bene nella maggior parte delle tue relazioni e che i problemi subentrano quando si tratta di "approfondire" e dare fiducia. Credo sia un merito non da poco riuscire a vedere una propria fragilità e volerla affrontare! Un merito che richiede la stessa serietà: tu non mi stai chiedendo dei consigli generali. Chiedi di essere aiutato a capirti e a crescere in un aspetto che non ti fa stare bene...ed effettivamente le relazioni sono una parte importante della nostra qualità di vita e sentire che "non filano", che c'è qualcosa che "non gira" può dare disagio. Perciò penso che la tua domanda meriti più di una risposta: che richieda una conoscenza diretta (poche righe non bastano certo a conoscerti abbastanza a fondo da poter riflettere con te sulla tua modalità di relazione)e uno spazio di riflessione. Se vuoi venire al consultorio familiare della tua zona, possiamo offrirti uno spazio di consulenza. Una consulenza consiste in alcuni colloqui psicologici che possano aiutarti a mettere a fuoco il problema, ad approfondirne i motivi e a trovare insieme delle modalità per affrontare le ragioni del disagio. Se pensi che possa esserti utile, trovi tutte le info alla pagina indirizzi utili del sito. L'accesso è gratuito e riservato. Ti aspettiamo!

Youngmail

Speciale, diversa, adoleascente!

18/05/2009: di Dedè, 15 anni

Domanda

Ciao youngmail, sono nuova qui, però è da qualche tempo che leggo le lettere mandate al vostro sito, e è un po' che penso di scrivervi. Oggi è proprio il momento.
Ho quindici anni, anche se magari non li dimostro, e non ho un problema vero e proprio...vorrei solo parlare di pensieri che con i miei non mi va tanto di discutere...sia chiaro io con i miei genitori ho un rapporto bellissimo, ma non parliamo di argomenti come la sessualità per esempio.
Io a differenza della maggior parte delle mie compagne di classe oche, non rido per le stupidaggini sul sesso, i doppi sensi, non vedo peni in ogni oggetto, io credo che fare l' amore sia una cosa bella e naturale, ma da rispettare e poi è una cosa intima.
Oltre tutto non mi sentirei pronta a farlo se mai avessi un ragazzo che me lo chiedesse...non adesso. Non saprei assolutamente come comportarmi, avrei paura. È normale?
Mi sento grande per certe cose, e adulta e matura, ma non mi sentirei ancora pronta a fare l'amore. Per questo le mie compagne mi reputano strana, magari senza volere, e non lo fanno offensivamente, mi dicono che sembro una suora se non comincio a mettermi insieme a qualcuno, dato che sono stata solo con un ragazzo, e aggiungo io questo: siamo stati insieme pochissimo e non ci siamo mai neanche dati un bacio, quindi non era una vera esperienza di coppia.
Dicono anche che dovrei portare magliette più scollate che ho un bel seno, e che mi dovrei vestire diversa che sembro una bambina. Ma col cavolo! Io mi piaccio così, non voglio sembrare una...beh si è capito no? Non dovrei badarle lo so, dovrei dire qualcosa, io non cambio, è solo che in questi momenti non mi sento capita da loro. Voglio dire...mi rispettano e mi considerano tanto loro amica, ma quando mi danno questi consigli veramente io le detesto. Le trovo stupide quando si mettono insieme a un ragazzo tramite una richiesta sul cellulare. Io il cellulare non c'è l'ho per scelta mia, e mai vorrei che un ragazzo mi chiedesse di stare insieme mandandomi un messaggio. Mi dicono che sono troppo romantica...che se continuo così dove lo trovo un ragazzo? Io ogni tanto mi innamoro...ma per una cosa o per l'altra...beh non funziona mai. Adesso mi piace un ragazzo, intelligentissimo e sensibile, ma lo vedo pochissimo, ci sentiamo raramente...e è come se aspettassi di incontrare qualcuno che sappia stare con me (che sono un po' per conto mio, che viaggio con la mente, immagino, e a volte mi perdo la vita reale). Aspetto. Aspetto. Aspetto....
A volte non mi sembra di essere un'adolescente...

Risposta

Carissima Dedè, benvenuta in youngmail! Al contrario di quanto scrivi, la tua lettera mi sembra proprio "da adolescente". Forse non il tipo di adolescenza che stanno vivendo alcune tue compagne di classe, ma non c'è mica solo un modo di essere! E forse questa può essere la risposta da dare loro: che siamo fatti diversi, che quando sognamo, scegliamo, aspettiamo, ci buttiamo, amiamo non possiamo aspettarci di essere fatti in serie, come vorrebbero le pubblicità o i film. Ed è questo il bello di poter essere amiche: pensarla diverso rende interessanti gli scambi che altrimenti perderebbero di sapore e ricchezza!
Sono d'accordo con te nel ritenere che i rapporti vissuti in prima persona non sono la stessa cosa di quelli passati per cellulare o pc e che a volte la fretta di vivere oggi porta a bruciare le tappe perchè non si ascoltano i propri tempi, i propri ritmi. Non trovo niente di male nel riconoscere di non sentirsi ancora pronta a fare l'amore: hai tutto il tempo...e soprattutto, sentire che è il momento giusto ha a che fare non solo con sè, ma anche con il partner e con il rapporto che sentite di avere.
D'altro canto però questa attesa rischia di trasformarti un pò in una Cenerentola...e le favole non si sa mai come vanno a finire se le lasciamo andare! Intendo dire che non legarsi al primo ragazzo disponibile ma aspettare quello che ti sembra "giusto" per te è un'ottima cosa, se però - quando lo conosci - trovi il modo di metterci attivamente la tua parte...creare occasioni di incontro e conoscenza, telefonare tu per prima a volte, condividere qualche interesse. Altrimenti rischi di perdere l'occasione: magari la persona era quella giusta, il momento pure, ma....non hai fatto nulla aspettando fosse l'altro a muoversi per primo!
Magari finora non sei stata fortunata o corrisposta dalle persone che pensavi giuste per te o ti sei intimidita affidando all'altro il primo passo. In ogni caso, l'invito è a "buttarti" un pò di più, a modo tuo e rispettando le tue idee e valori...non sarebbe meglio cominciare a viverlo un pezzettino di sogno, anzichè continuare a fantasticarlo?
Un grossissimo in bocca al lupo!!

Youngmail

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