Youngmail è una rubrica interattiva tra giovani ed operatori esperti

È un servizio di consulenza gratuito on-line offerto
dai Consultori Familiari dell'ULSS di Vicenza

Come puoi vedere ci sono tanti argomenti di cui puoi parlare: sessualità, contraccezione, rapporti di coppia, con amici, con gli adulti intorno a te, problemi, dubbi o riflessioni personali,...
Scrivendoci potrai chiarire dubbi, ricevere informazioni utili, avere uno spazio di confronto e riflessione ed eventualmente dei consigli.

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Preso in giro...

13/01/2009: di G.94, 14 anni

Domanda

Ciao a tutti di youngmail,
vi scrivo per un problema che mi ferisce molto:
i miei nuovi compagni di classe mi prendono molto in giro solo perchè non abito in città (abito a Perarolo, frazione di Arcugnano) e dicono che è un posto sperduto da contadini ma NON è vero!!!
Di contadini non c'è nemmeno l'ombra e in fatto di servizi ho una pizzeria davanti a casa, un ristorante a 100 metri e una discoteca che in estate è sempre piena di gente...ma come faccio a spiegarglielo?? Io ci provo ma loro mi prendono in giro comunque e anche se li invitassi a casa mia non verrebbero perché è "troppo lontano"...cosa posso fare? Grazie in anticipo
PS: e comunque penso sia meglio abitare in un posto dove l'aria è buona, non come in centro dove ogni giorno passano centinaia di macchine!!!

Risposta

Caro G.94, forse la cosa migliore è lasciare il tempo alla presa in giro di non essere più divertente. Hai ragione nel dire che si basano su un pregiudizio, ma non è possibile rimettere in discussione un pregiudizio se le persone interessate non sono disposte a farlo...mentre forse mi concentrerei di più a far perdere interesse all'aspetto di 'burla', lasciando correre, non rispondendo, piuttosto che arrabbiarti o cercare di portare avanti la tua 'causa', perchè più lo fai, più alimenti l'interesse attorno a questa cosa. Considera che siete in prima superiore e che state ancora costruendo gruppo, nel senso che non avete ancora molta storia, vicende, argomenti, gag in comune, e quindi le prime cose banali che vengono in mente (tipo appunto la provenienza) diventano l'occasione per provare ad entrare in relazione...anche se qualcuno ne deve pagare un pochino un prezzo. Volendo fare un passo in più, potresti trovare tu nuove cose su cui scherzare, magari più neutre, che non colpiscano nessuno in specifico...
Per quanto riguarda la "riabilitazione di Perarolo" magari andando avanti, magari quest'estate potrai organizzare una pizzata o una serata in disco con i tuoi compagni...e questo forse varrà più di tanti discorsi. In bocca al lupo!!

Youngmail

Problemi con un "bulletto"

18/10/2008: di Alex, 13 anni

Domanda

Cara youngmail, il mio problema è un ragazzo che mi prende in giro più o meno dai primi giorni di liceo. Non mi ha mai messo le mani addosso e so che non lo farebbe mai, mi sfotte solo a parole, sopratutto per il mio cognome. So che la prima cosa che mi consiglierete di fare è di parlargli con un tono più alto e ordinargli di lasciarmi stare, magari un po' minaccioso, oppure di cominciare a sfotterlo. Il problema è proprio questo: io non ho il coraggio di parlare con un tono più autoritario, ne di dargli un calcio nel sedere, non perchè ho poco fegato, ma ho paura per lo più di una reazione che potrebbe portarlo a convincere gli altri a prendermi in giro.
Gli altri ragazzi della classe sono molto amichevoli con me, e se il ragazzo fa una batutta e tutti ridono, appena lui si gira i ragazzi mi fanno dei gesti, come per dire "Non ci pensare, lui scherza, è un po' scemo". Mi piacerebbe farmelo amico, ma devo trovare un' argomento che interesi a tutti e due ed è un impresa davvero ardua. Inoltre sta distruggendo la mia reputazione, nel senso che va a raccontare a tutti quelli che conosce delle altre classi di me (anche se non credo che siano tanti).
Aiuto!!!

Risposta

Caro Alex, essere presi in giro in un nuovo gruppo che si sta formando mette davvero a disagio, fa sentire fuori posto, fa arrabbiare e vergognare nello stesso tempo. Perciò capisco come questo possa essere per te un problema. Ma prova a riflettere: perchè questo compagno si è fissato proprio con te? Dubito sia solo per il cognome! Se investe così tante energie nel prenderti in giro forse c'è un motivo..potresti cominciare con il capire quale. Potrebbe essere che è invidioso di te per qualche motivo oppure che il vostro rapporto è partito con il piede sbagliato per qualche ragione o ancora che gli ricordi qualcuno che non gli sta simpatico, oppure pensa che prenderti in giro sia un modo facile per avere popolarità in classe o qualcos'altro.
Ci sono tanti modi per non permettere ad un'altra persona di metterci continuamente in ridicolo: uno, come tu dici, è alzare i toni...e il tuo compagno sa che non sei molto il tipo, altrimenti l'avrebbe già smessa per evitare uno scontro. Anche l'ironia è un'ottima alleata: rispondere alle battute con battute o ancora meglio fare battute che spostano da te l'oggetto del ridere e dello scherzare (magari non prendendo di mira un altro malcapitato!!) può essere una strategia da tentare. Anche la strada dell'amicizia mi pare una bella idea: è più difficile mettere in ridicolo una persona con cui c'è un coinvolgimento affettivo, solo che i primi passi sono un pò difficili. Un altro metodo valido, anche se richiede la collaborazione della classe, sarebbe che i compagni smettessero di ridere quando fa le battute: allora sarebbe lui a sentirsi fuori luogo. Un'alternativa che mi viene in mente, ancora, è parlarne in assemblea di classe, dicendo che è bello ridere e scherzare insieme, contribuisce decisamente a far gruppo, ma essere il bersaglio continuo delle battute sarebbe pesante per chiunque. So che probabilmente pensi che difendersi è difficile e che non sai se ne sei in grado, ma pochi nascono già in grado..la maggior parte di noi cresce 'esercitandosi' a far valere i propri diritti possibilmente senza diventare aggressivi a nostra volta. Perciò prendila come un'occasione di 'palestra' all'autodifesa, capacità che ti risulterà molto utile anche nel futuro..In bocca al lupo!

Youngmail

Inserirsi in una nuova classe

08/09/2008: di A.G., 13 anni

Domanda

Cara youngmail, fra 2 giorno sarò al primo anno di liceo e non ho idea di come mi dovrò comportare con gli altri, se studiare come si deve, oppure studiare di meno per non fare brutta figura ecc...Non ci sarà nessuno che conosco e mi serviranno delle dritte per capire cosa devo fare per superare la timidezza per la prima volta.
Sono sempre stato timido e alle medie non sono uscito (quasi) mai con i miei compagni e l'estate la passo da solo. Come avrai capito voglio dimenticare le media e perciò dimmi come mi devo comportare al liceo perchè non voglio rifare gli stessi errori.

Risposta

Caro A.G., perchè ti attribuisci tutta la responsabilità di come sono andate le cose alle medie? Penso ci possa stare che la tua timidezza ha giocato un ruolo importante nella solitudine che hai vissuto, ma probabilmente c'entra anche il contesto in cui ti sei trovato: le scuole non sono tutte uguali, le classi non sono tutte uguali, gli insegnanti non sono tutti uguali. Voglio dire che non sei l'unica variabile della situazione: molto farà anche il tipo di classe in cui ti troverai. E con classe non intendo solo i singoli compagni (aperti o chiusi, collaboranti o competitivi, sensibili o egocentrici, ...), ma anche il clima che si instaurerà nel primo periodo di scuola (di competizione, di cameratismo, di aiuto reciproco, di amicizia,...), ossia il tipo di relazioni che si cominceranno a creare tra voi..in questo c'entrano anche la scuola, il modo di rapportarsi dei professori, le idee e aspettative con cui ciascuno di voi entra in quella classe. Scrivere una storia diversa da quella delle scuole medie, quindi dipende solo in parte da te. Per quel che dipende da questa tua parte, non credo il fattore X sia quanto studi, ma come ti rapporti agli altri in classe: fare il saputello, per esempio, difficilmente conquista simpatie, come invece può fare un atteggiamento ironico, spiritoso...ma anche rispettoso, che cioè non vede gli altri oggetto delle battute.. Instaurare sin da subito delle belle abitudini...che so, bere il caffè insieme a qualche altro alle macchinette a ricreazione, piuttosto che tenere il naso sui libri delle materie successive, oppure proporre di trovarsi talvolta a studiare insieme. Insomma, credo sia meglio fare una battuta non riuscita che stare zitto a far tappezzeria.. In bocca al lupo!!

Youngmail

Compagne di classe: convivenza dura!

05/06/2008: di fiorellini 7, 17 anni

Domanda

Salve youngmail, ti devo chiedere un consiglio: c'è una compagna di classe che dice alle altre persone che sono false, bugiarde e infantili però non guarda se stessa. Vuole sempre avere ragione anche quando ha torto e insiste su argomenti non veri. Si inventa pure le cose quando non sono vere. Purtroppo, forse, l'ho per altri 3 anni e non so cosa fare se non strozzarla. Lei crede di essere sempre "la migliore in tutto"... dice poi che sono io con i miei amici a sparlare di lei quando è lei che dice "l'ammazzo". Parla a vanvera ma non arriva mai ai fatti. Grazie... alla prossima

Risposta

Cara Fiorellini 7, non mi è molto chiara la domanda...comunque, è abbastanza frequente in una classe incontrare una compagna con cui non scatta un feeling e che troviamo antipatica e non è sicuramente un'esperienza piacevole...a volte succede sul posto di lavoro e lì gli anni possono essere 30 o più di convivenza!! E non a caso mi sembra di capire che tu pensi di lei più o meno lo stesso che lei pensa di te.. Se sei una persona a cui non piace perdere tempo a litigare, credo tu possa scegliere di percorrere due strade alternative: o prendere atto che, come ti capiterà in molte altre occasioni, tu e quella persona non andate d'accordo e ognuna prenderà la sua strada, non buttando troppe energie nel farsi innervosire dall'altra, o sfruttare l'occasione come palestra per provare a chiarire e cercare un qualche rapporto anche con persone in apparenza diverse, se ritieni possa in fondo avere qualcosa di positivo per te. A te la scelta...Ciao!

Youngmail

Problemi con le compagne di scuole

28/05/2008: di Mery-92, 16 anni

Domanda

ciao youngmail,
sono sempre io la vostra napoletana!!! lo so che "vi rompo" sempre però credetemi siete il mio punto di riferimento in qst momento (perchè fino ad ora mi avete dato ottimi consigli)...
Ricordate d., la lite con mia mamma, e mio papà? bhe allora con d. mi sono lasciata perchè mi sono accorta che non sentivo più gli stessi sentimenti di prima, con mia mamma ho parlato e ho chiesto spiegazioni(come mi avevate consigliato voi)e ho fatto pace finalmente, con mio papà diciamo che va un po meglio... Ma come si dice si aggiusta una cs e se ne rovina un altra! allora stavolta il mio problema sono un gruppo di compagne della mia classe che se le posso considerare delle bambine e poco! cmq riassumendoti ciò che e successo, io in classe mia ero legata molto a 3 persone (una in particolare perche e la mia migliore amica), però ultimamente le altre due erano un po strane con me ce mi evitavano non mi salutavano, insomma come se non esistessi, tutto e partito secondo me da quando tutta la classse e andata in laboratorioo di informatica e il professore aveva scelto lui le coppie con cui mettersi... e a me mi aveva fatto sedere nel posto in cui le due mie amiche si mettevano sempre quando andavamo nel laboratorio di informatica, csì loro si sn arrabbiate soprattutto una e ha incominciato a parlare di me e ad arrabbiarsi con l'altra...dopo finita la lezione io le ho spiegato che era stato il prof a mettermi li e lei con i suoi modi stupidi e arroganti mi fa 'guarda che io non mi sono affatto arrabbiata! lasciami stare!' certo che se una ti dice csì di certo è incazzata o no! Cmq io ho detto all'altra perchè quando lei ha detto che non si e arrabbiata tu non hai detto la verità, e lei mi fa perchè e la mia migliore amica e la devo difendere perche ho paura che se le vado contro lei non mi vuole più, ma io dico a maggior ragione se si ha una migliore amica se ha torto bisogna dirlo e farglielo capire e no far passare alle altre da sceme... cmq poi io con quest'altra mia amica ci sto in pullman assieme e qst cosa che vi ho riportato adesso gli e l ho detta proprio nell pullman cmq io all'altra (si chiama k. (quella arrabbiata) dovevo dargli le cuffie dell'mp3 che mi aveva prestato e gli ho detto all'altra(la sua migliore amica) daglielo tu xkè le persone false non mi piacciono... ma non intendevo dire che era falsa intendevo solo dire che era stata bugiarda a dirmi che nn aveva nnt e che non si era incazzata quindi ha fatto la falsa con me! cmq lei glielo e andata a dire e poi si e arrabbiata con me dicendomi che il motivo per cui mi stava evitando e che stava valutando che persona ero! cioè lei dice che io sparlo di lei( e la mia risposta che mi viene da dare e io non ho nnt da fare che sparlare di lei!) cmq poi si e alleata in classe con 4 extracomunitarie piu l altra amichetta sua, che anche loro si sn ovviamente alleate csì continuano a prendermi in giro e a farmi i dispetti(neanche fosssimo all'elementari) stamattina proprio una di loro che viene anche lei nel mio stesso pullman fa vicino alla sua amica che stava mandando un mess 'nasconditi il tel perche la m.(cioe io) sta leggendo cio che scrivi' ma io non stavo affatto leggendo e io gli faccio 'guarda che non sto leggendo' e lei mi fa 'bhe ma non si sa mai' e io gli faccio 'sei proprio una testa di....' e lei mi fa 'no...tu sparli sempre delle altre e non ti fai i.... tuoi' e io le ho detto 'guarda che ti sbagli perche e l incontrario perche io almeno se ho da dirti qualcosa te lo dico in faccia tu no sparli alle spalle..' Poi arrivo in classe e subito lo racconta alle altre e mi prende in giro...allora le cs stanno csì non ho sparlato ne di quell'altra ne mi interesso di loro ma loro si lusingano che il mondo gira tutto intorno a loro! cmq la voglia di picchiarle e tanta perche sono da 5 setttimane che continuano e visto che con le parole nn capiscono che devo fare passare ai fatti?! consigliatemi voi non ne posso piu che persone malvagie cattive e prepotenti ci sn.... e poi sanno sempre e solo guardare e giudicare le altre ma che si guardassero loro!
grazie della vostra disponibilità la vostra napoletana....baci..

Risposta

Cara Mery-92, rabbia chiama rabbia...da entrambe le parti mi pare che buttiate benzina sul fuoco. Ciascuna delle due pensa di difendersi da accuse ingiuste e nel farlo rilancia altre accuse. Mi pare evidente che così non se ne esce. Allora, per come la vedo io, sei di fronte ad un bivio: dare importanza al senso di ingiustizia per i dispetti e le cose non vere che dicono di te e continuare così ad alimentare la rabbia, oppure far prevalere il fatto che così stai male e non si va da nessuna parte e provare a mettere una pietra sopra a tutta questa faccenda e ripartire con chiarezza. Nel primo caso mi pare tu te la cavi bene senza necessità di consigli. Nel secondo, invece, cioè se vuoi metterci una pietra sopra, potrebbe essere utile chiedere alla prima amica (quella con cui hai avuto a che dire in principio) di potervi parlare. Non si tratterà tanto di capire chi ha torto e chi ha ragione, nè di rivangare i dispetti fatti, quanto di dire chiaramente che la situazione che si è venuta a creare è sgradevole per tutti, che hai pensato che tutto quel che sta accadendo con un pò di maturità può essere superato da entrambi e che forse si può mettere da parte il rancore e cercare di tornare a star bene come prima.
A volte intestardirsi a trovare torti e ragioni porta in realtà ad accumulare incomprensioni e rabbie. Può essere un'idea invece proporre di buttarsi alle spalle la discussione, per chiarirla o riparlarne eventualmente più avanti quando un buon rapporto è ristabilito e gli 'animi si sono raffreddati'. Ciao!!

Youngmail

Ho un'amica che sta male: che faccio?

16/09/2002: di V., 17 anni

Domanda

Ciao! Sono una ragazza di 17 anni. Il problema di cui vorrei parlarvi riguarda una mia compagna di classe ed amica. Due giorni fa, finite le lezioni, E. era rimasta seduta al suo posto mentre tutti se ne stavano andando a casa. Io ho notato che si sentiva male. Diceva che le girava la testa e ho visto le sue mani che tremavano forte, mentre lei cercava di tenerle ferme. Era già successo l'anno scorso. Mi sono fermata con lei a parlare chiedendole se sapeva perché si sentisse così male. Era dal pranzo del giorno prima che non mangiava. Mi sembrava di averla vista dimagrita all'inizio di quest'anno scolastico, anche se lei è sempre stata particolarmente esile.. non ha voglia di uscire, non riesce ad imporsi di mangiare. Dice che ne ha parlato anche con uno psicologo, che i suoi sanno tutto.. ma non si è risolto niente. È una ragazza simpaticissima, ha un ragazzo, un sacco di amici che le vogliono bene, eppure io sono la sola a sapere come si sente. Ma mi sento completamente inutile, non so che fare, come prenderla, anche perché lei è una tipa molto riservata. La cosa mi sembra abbastanza grave e sono preoccupata!! vi ringrazio in anticipo, ciao!!!

Risposta

Carissima V.,
hai fatto bene a scriverci. Comprendo la tua preoccupazione, che sicuramente testimonia l'affetto che tu provi verso E. Purtroppo, per quanto le osservazioni che tu ci riporti siano attente ed accurate, è molto difficile fare una diagnosi, tanto più che esse si riferiscono ad un'altra persona. Tuttavia, dalle cose che mi dici sembra possibile pensare che la tua compagna soffra di un disturbo del comportamento alimentare. Se è così, si tratta di una vera e propria malattia che rende ad E. estremamente difficile mantenere un'alimentazione e forme corporee adeguate alla sua età. Oltre al disagio psicologico, questo disturbo comporta un forte deperimento fisico che può avere conseguenze gravi sulla salute. Molto spesso, purtroppo, le persone che soffrono di questo disturbo non sono disposte ad ammettere che stanno male e tentano di gestire da sole e di nascosto eventuali malesseri fisici, arrivando talvolta a mentire pur di mantenere le abitudini alimentari patologiche. Per queste ragioni è estremamente difficile aiutare chi soffre di un disturbo alimentare. In questi casi il sostegno psicologico, cioè il poter avere una figura esperta che aiuti ad affrontare il disagio personale sottostante al difficile rapporto con il cibo ed il corpo, è molto importante ma può non bastare da solo. Sarebbe altrettanto importante che la tua amica si rivolgesse ad un medico specializzato in questi disturbi. Si tratta di quei medici chiamati nutrizionisti perché si occupano di come mantenere o ripristinare un equilibrio corporeo attraverso un'alimentazione corretta. Nel caso della tua compagna il nutrizionista potrebbe fare il punto della situazione sulla sua situazione fisica e spiegarle cosa può accadere se continua a digiunare e a perdere peso, quindi aiutarla a reimpostare gradualmente un modo di mangiare più corretto. Contemporaneamente uno psicologo può dare ad E. un aiuto nel comprendere perché sta male e come risolvere il suo disagio, chiedendo e trovando aiuto con modalità meno pericolose e più adeguate. A questo punto immagino ti chiederai: "E io, che posso fare?" Forse la cosa più importante che puoi fare è stare vicina alla tua amica, aiutarla ad aprirsi e a confidarsi con te e incoraggiarla a chiedere un aiuto specialistico, senza però sentirti responsabile della sua salute. Come ti accennavo prima infatti non sarà facile e sarà possibile che E. accampi scuse o faccia di tutto per evitare di guardare in faccia la realtà, persino magari evitando di incontrarti. Ricorda sempre che non lo fa per cattiveria o per falsità, ma perché sta molto male e vede nel pensare costantemente alla dieta e al suo corpo eccessivamente magro un modo per affrontare uno star male altrimenti intollerabile. Se ti sembra che le condizioni della tua compagna siano gravi ti consiglio di parlarne ad un docente di cui hai fiducia, che potrà valutare la situazione insieme ai genitori. Capisco che la tua posizione non è certamente facile, ma considera che già hai fatto molto accorgendoti che E. stava male e avvicinandoti a lei con sensibilità e tatto per cercare di esserle d'aiuto. Penso che per lei la tua amicizia possa essere molto importante! Ciao!

Youngmail

Bersagliato dai compagni di classe

06/05/2002: di D, 15 anni

Domanda

Scrivo a questa rubrica perché ho un problema molto grande a scuola. Non si tratta di problemi rendimento o di rapporti sbagliati con i professori, bensì si tratta dei miei compagni di classe, di una classe che è stata definita come una tra le più divise dell'istituto e una delle peggiori come partecipazione e rendimento.
La situazione nella mia classe è orribile: ci sono gruppi molto uniti tra loro contro altri gruppi o persone singole. Io sono in seconda e l'anno scorso avevo in classe dei compaesani che mi erano molto uniti ma che purtroppo sono stati bocciati e ora mi trovo solo contro una classe intera che si è rivoltata contro di me per un motivo di cui non sono a conoscenza, forse per la mia eccessiva bontà o per altro che comunque non riesco a comprendere.
Questi miei compagni mi deridono ogni giorno, commettono degli errori e con i professori incolpano me, e mi rendono vittima delle classiche "bambinate" che mi sorprendono in seconda superiore.
Io mi chiedo continuamente il perché di questo, visto che negli anni precedenti alle superiori avevo, e tuttora fuori da scuola ho, un ottimo rapporto con i miei amici. Vorrei chiedere dei consigli e delle spiegazioni, visto che ho provato a comportarmi in qualsiasi modo: impassibile, impulsivo, prendendo le cose come scherzi ma il comportamento di quasi tutta la classe nei miei confronti rimane invariato. Non so più che fare!
Un grazie anticipato.

Risposta

Carissimo D., anzitutto benvenuto nella nostra rubrica. La tua lettera mi ha fatto ricordare un episodio di quando avevo più o meno la tua età. A 15 anni, probabilmente com'è per te, l'amicizia era una delle cose che più mi coinvolgevano...gli amici erano davvero importanti. Bene, un giorno arriva nella mia classe una nuova ragazza, trasferita da un'altra scuola. Subito, come puoi immaginare ci fu molta curiosità intorno a lei, ma poi, nel giro di qualche settimana era come se non fosse mai arrivata... Non è che il resto della classe fosse poi così unito: come in ogni piccolo universo scolastico c'erano diversi gruppetti, con i compagni più ambiti e ammirati e quelli che, per capirci, erano sempre gli ultimi scelti nei giochi di squadra a ginnastica. Io ero un po' a metà strada: avevo qualche ottimo amico, dei compagni con cui scherzavo volentieri all'occasione e altri con cui periodicamente litigavo. Ma tornando alla nuova compagna, in quell'occasione mi chiesi perché una ragazza così intelligente fosse stata rapidamente emarginata. La situazione poi non andò migliorando quando nelle interrogazioni e nei compiti lei mostrò di cavarsela brillantemente. Era chiaro che le piaceva molto studiare...e dimostrare ai prof. che era preparata, ma molti altri compagni iniziarono a prenderla in giro in modo più o meno manifesto apparentemente per un'inspiegabile crudeltà di adolescenti, ma in fondo in fondo perché erano invidiosi e intimoriti dalla serietà con cui prendeva la scuola: temevano che il buon rendimento di una avrebbe obbligato tutti a studiare di più e inoltre non è che lei fosse una tipa estroversa e irriverente come un po' tutti noi eravamo: semplicemente durante l'intervallo se ne stava a ripassare le lezioni successive o ascoltava ciò che noi dicevamo abbozzando un sorrisetto difficilmente interpretabile. Cosa ti voglio dire, caro D., raccontandoti questa storia? Quando accadono episodi come quelli che mi hai raccontato, spesso dietro ci sono sentimenti di invidia e di diffidenza. Tu vai bene a scuola in una classe in cui partecipazione e rendimento sono molto scarsi, ti definisci buono di fronte a gruppetti di compagni che si coalizzano e si scontrano come se si fosse in una battaglia, oppongono alla tua maturità e impegno scherzi infantili allo scopo di farti apparire "discolo" di fronte ai prof. Ciò che mi racconti sembra proprio indicare che agli occhi dei tuoi compagni tu sei visto come un "secchione", un po' ammirato perché più maturo e impegnato, un po' irritante perché se uno studia costringe anche gli altri a farlo per non scendere troppo sotto il rendimento medio, un po' bersagliato perché visto come poco "cameratesco" (nel senso di essere poco partecipe al clima generale di "sopravvivenza scolastica"). Che fare per uscire da questo ruolo di "Calimero controvoglia"? Beh, anzitutto credo sia un obiettivo poco realistico quello di cercare di cambiare l'andamento della classe...dobbiamo invece trovare il modo per cui tu riesca a "sopravviverci" meglio, in modo più piacevole e meno solitario. Mi hai scritto che fuori dalla scuola hai molti amici con cui hai un ottimo rapporto: forse fuori dall'ambiente scolastico emergono degli aspetti di te che in classe più a fatica si notano. Prova a prendere un foglio di carta, scrivici sopra: "D. come amico è...", poi piegalo a metà; da un lato scrivi come ti vedi con gli amici al tuo paese e dall'altro come ti vedi in classe. Poi osserva le differenze...a volte sforzarsi di vedersi "da fuori" può aiutare a capirsi meglio e di conseguenza a comprendere il comportamento degli altri nei nostri confronti. Ricorda che non è necessario essere accettato e benvoluto da tutti i gruppetti della classe....perché non provi ad individuare una o due persone con cui ti sia più facile aprirti, gettare un ponte d'amicizia? Spesso una stessa persona che in gruppo ci sembrava forte e inavvicinabile, se presa singolarmente è molto meno audace...e più disponibile. Prepara un piccolo "bagaglio" di barzellette da utilizzare nel momento giusto per sfatare, se c'è, quell'immagine di te su un piedistallo di bravura e bontà, per far capire che "sei dei loro". E se tutto ciò non dovesse bastare? Beh, tieni a mente che i compagni delle superiori saranno pure dei compagni di viaggio importanti ma non li devi certo "sposare", e comunque vada tu hai degli amici al di fuori della scuola su cui contare. L'importante sarà in questo caso riuscire ad ignorare i loro scherzi e battute per un po' fino a che ci perderanno gusto e ti lasceranno stare.
Vuoi sapere com'è andata poi a finire con la mia nuova compagna di classe? Bene, un giorno l'ho incontrata alla fermata dell'autobus (di solito andavo a scuola in bici ma quel giorno pioveva) e ho scoperto che abitavamo vicine. Durante il tragitto verso casa abbiamo chiacchierato un po' e con mia grande sorpresa ho scoperto che giocava a pallacanestro, che le piaceva molto andare a nuotare e che avevamo in comune la passione per il cinema. Da allora siamo diventate amiche e, anche se lei restava poco popolare in classe, io non la vidi più come la "secchiona" ma come un'amica che tutt'oggi ogni tanto sento ancora. Spero che anche la tua situazione possa avere un buon finale. Se vuoi, scrivimi per raccontarmi come procede. Coraggio: facciamo tutti il tifo per te!

Youngmail

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